L’AQUILA – Uccisero una mucca e la macellarono sul posto, in mezzo alla montagna in località Pineta Cardone all’Aquila, poi andarono via, dopo aver portato via una parte delle carni.

La Procura generale, come racconta Il Centro, ha impugnato in Cassazione il patteggiamento di un anno e quattro mesi (con i benefici di legge) fatto da Piero Tomei.

La contestazione da parte della Procura riguardava l’uccisione di una mucca gravida e il porto del fucile fuori da casa.

Il Procuratore generale, dunque, ritenendo che la pena fosse troppo bassa, ha fatto ricorso in Cassazione.

Gli atti, su decisione del supremo organo di giustizia, saranno rimessi davanti al Giudice per le indagini preliminari per una nuova valutazione, ma non sarebbe nemmeno da escludersi che possa essere confermata la precedente decisione. I due responsabili furono incastrati in quanto sul posto fu trovata una scheda telefonica. 

Alla mucca, uccisa a fucilate, venne tagliata l’arteria giugulare per dissanguarla completamente. I responsabili portarono via i quarti anteriori e posteriori, più di cento chili di carne, e non riuscirono a prelevare tutto perché impressionati dal sangue.

Un danno per gli allevatori di circa 3 mila euro, tra la perdita della mucca gravida e le spese per lo smaltimento a loro carico, ma potranno fare causa agli indagati per recuperare le spese. 

Non fu difficile rintracciare la titolare della scheda ovvero una parente (estranea ai fatti) di uno degli accusati, scheda che era stata usata dall’imputato.

Il giovane è difeso dall’avvocato Massimo Costantini.