L’AQUILA – Scavi per la messa a dimora del “tunnel intelligente” realizzati senza i casseri, paratie blindate che avrebbero dovuto difendere le fondazioni dei palazzi nel centro storico dell’Aquila, previsti dal progetto.
La denuncia arriva dal Movimento cinque stelle, dopo che alcuni edifici hanno registrato dei danni che secondo i proprietari sono riconducibili agli scavi in corso, per la realizzazione dei nuovi sottoservizi, la più grande opera pubblica del post-terremoto del 2009, del valore complessivo di 80 milioni di euro.
“Abbiamo riscontrato che nel progetto esecutivo c’erano delle cautele per la realizzazione di casseri che invece non vengono attuate. In particolare dovevano essere delle paratie blindate con dei sostegni per svolgere la funzione di proteggere la stabilità degli edifici soprattutto in zone critiche e in alcune vie individuate dal progetto, e queste strutture non risultano essere state fatte”, ha detto l’avvocato Fausto Corti insieme all’architetto Antonio Perrotti e alla senatrice Enza Blundo.
“Quelli che abbiamo posto sono problemi di sicurezza del centro storico e di trasparenza, le singole questioni anche di carattere legale se le vedranno i proprietari”, ha puntualizzato Corti, esibendo un’intervista rilasciata il 7 marzo 2016 dal coordinatore delle imprese impegnate nei lavori, Gianni Frattale, in cui si affermava che “il tunnel non è mai a filo degli edifici ma al centro strada. Gli scavi si eseguono ‘a blindaggio’, una tecnica che serve proprio a tutelare, in via preventiva, le fondamenta degli edifici”.
L’avvocato del Movimento cinque stelle, che ha mostrato alcune fotografie scattate durante gli scavi (come quella pubblicata sopra) “che dimostrano che si è scavato a filo dei palazzi” e che i casseri non sono stati realizzati, ha puntato l’indice contro “una coltre di silenzio” perché “sanno tutti come si sta lavorando”.
“Lo sa il sindaco Massimo Cialente, lo sa la Gran Sasso Acqua e lo sa il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, visto che in uno degli edifici danneggiati lungo corso Vittorio Emanuele c’è la propria abitazione”, ha aggiunto.
Ad AbruzzoWeb, che per primo ha svelato i nuovi danni causati ai palazzi del centro storico, il presidente della stazione appaltante, la società idrica Gran Sasso Acqua, Americo Di Benedetto, nei giorni scorsi ha spiegato brevemente che, in caso di ipotesi di danno, si debba parlare con la società Asse Centrale. Per quest’ultima, il direttore operativo, Antonio Tramontano, non ha voluto commentare la vicenda.
I complessi potenzialmente interessati sono due: il cosiddetto palazzo Guelfi, il primo dopo piazza Regina Margherita, l’edificio dove si trovava, per intenderci, il Bar Gran Sasso, e il successivo consorzio Cavalieri di Malta, che comprendeva numerosissime attività, dal fotografo Domenico e Silvana alla pizzeria Marchigiana.
IL DOSSIER DEL CINQUE STELLE (Pdf, 7 Mb)



