L’AQUILA – Lutto nel mondo della cultura abruzzese e italiana: è morto il grande storico Umberto Dante, 77 anni, docente di Storia contemporanea all’Università dell’Aquila e di Storia delle Comunicazioni di massa alla Sapienza di Roma. È stato anche presidente dell’Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea (Iasric) e direttore della rivista Abruzzo contemporaneo.

Con un passato di militanza nel Pci, era considerato uno degli intellettuali più di spessore, indipendenti e brillanti della sua generazione, assieme ai colleghi storici Alessandro Clementi e Raffaele Colapietra, anche loro scomparsi.

I funerali laici ci saranno sabato, alle 11,30 nella camera mortuaria del cimitero dell’Aquila.

Tra le sue opere “Insorgenza ed anarchia”, “La seduzione americana”, “Il verosimile nelle arti visive”, “L’utopia del vero nelle arti visive”, “Il successo nel cinema”, “La ‘compresenza’”, “Le bandiere e I canti”, “L’Italia dentro l’Italia. Storia dell’Abruzzo nell’età contemporanea”.

Nel post sisma ha pubblicato “Via Cascina, 20”, racconto intimo ma dal valore universale del “suo” terremoto, a partire dal civico della sua abitazione in centro storico, a poche centinaia di metri dalla sede del rettorato di Palazzo Carli, oggi ancora un rudere puntellato. Lascia la moglie Luciana ei figli, Emiliano, docente di arte e regista, e Andrea.

Scrive il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “La notizia della scomparsa di Umberto Dante colpisce profondamente la nostra comunità. Storico, docente e studioso di rilevanza nazionale, era considerato uno degli intellettuali più di peso, indipendenti e brillanti della sua generazione.
A nome dell’Amministrazione comunale, della comunità aquilana e a titolo personale, esprimo cordoglio e vicinanza, in questo momento di grande dolore, alla famiglia Dante”.

Scrive il presidente dello Iasric Carlo Fonzi: “Desidero esprimere alla famiglia, a nome mio personale, del Comitato direttivo, dei soci dello Iasric e del personale amministrativo di supporto del Consiglio regionale dell’Abruzzo, le più sentite condoglianze. Il prof. Umberto Dante, che mi ha onorato della sua amicizia sin dai lontani anni 70, quando arrivò nell’Università aquilana, è stato un Presidente importante dell’Istituto, che ha diretto per tantissimi anni con lodevole impegno ed indiscutibile competenza. Con affetto mi unisco al vostro dolore”.

Questo il ricordo dell’amico Roberto Alfatti Appetiti.

“Umberto Dante ci ha lasciati. Se ne va uno dei più autorevoli storici italiani, l’intellettuale brillante e sempre controcorrente, l’infaticabile e appassionato organizzatore culturale, l’amico caro e affettuoso di una vita.
Umberto è stato tante cose, docente di Storia contemporanea all’Università dell’Aquila e di Storia delle Comunicazioni di massa alla Sapienza di Roma, presidente dell’Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea (Iasric), direttore della rivista Abruzzo contemporaneo e autore di tanti libri importanti, ma è stato soprattutto un intellettuale libero, una voce potente, un uomo gentile e generoso.
Ci eravamo sentiti pochi mesi fa, aveva appena superato un intervento chirurgico e tutto sembrava andare per il meglio. Mi aveva rassicurato sentirlo, come sempre, pieno di entusiasmo e di idee su cui ci saremmo confrontati presto, come abbiamo fatto a intervalli più o meno regolari negli ultimi trent’anni. Un abbraccio forte alla famiglia, a Emiliano e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo, nella consapevolezza che da oggi saremo tutti più soli.