L’AQUILA – “She… May be the reason I survive” è una personale di pittura che racconta l’universo femminile, visto dall’artista aquilano Michele De Simone e aprirà al pubblico domani, sabato 5 maggio alle 17.30, presso la Sharky Art Gallery di Sara Cavallo su corso Vittorio Emanuele II 188 all’Aquila.

“La mostra – si legge in una nota dell’artista – il cui titolo potrebbe essere anche Touslesvisages de l’amour racconta la donna, la figura femminile, che potrebbe essere la ragione per cui sopravvivo, la donna che non è la Venere, né la femme fatale, semplicemente lei: l’ispirazione, la musa”.

“In questa personale – ha spiegato la curatrice Sara Cavallo – ho scelto di presentare un tema particolare delle opere di Michele de Simone, un soggetto diverso dall’ultima produzione astratta, che mette in luce lo sviluppo della sua ricerca e il passaggio da uno stile più lineare, a visioni e interpretazioni molto più espressive”.

“Le opere – ha aggiunto – rappresentano un’uscita dagli schemi, in cui il formato di grandi dimensioni consente l’espressione più piena e libera. Le tele sono materiche, si sovrappongono le une sulle altre rendendo la corposità e la pienezza della figura, attraverso colori e costruzioni irreali che tuttavia esprimono in maniera viva il sentimento”.

“La donna è raccontata secondo i diversi volti dell’amore, come nei nudi rappresentati o nei grandi volti dagli occhi profondi che invitano a cercare l’anima. Infine, la poesia è coprotagonista della mostra: versi di Neruda, Aznavour, Prévert, ccompagnano le opere. Impressi direttamente sulla tela o come accompagnamento, essi fornisconouna lettura poetica e musicale, formando un unicum. Sono una chiave letteraria che deriva da un intimo vissuto e descrive Lei…thereason I survive”, ha concluso la curatrice.

De Simone vive e lavora all’Aquila. Ha iniziato la sua attività artistica sotto la guida del padre Rodolfo, pittore radicato nella scuola abruzzese-napoletana, dal quale ha ed ereditato gli strumenti del mestiere e la passione per l’arte.

L’avventura pittorica è iniziata da giovanissimo, intorno agli anni ’70, muovendo oltre che dalle informazioni visive tratte dai lavori del padre, anche dalla lunga tradizione pittorica figurativa presente nel mondo artistico dell’aquilano, maturando il proprio lavoro creativo al tempo di Amleto Cencioni e di Giuseppe Centi. 

L’equilibrio formale, l’ordine, la chiarezza espositiva, la luminosità atmosferica, la prospettiva aerea, le armonie cromatiche sono entrate a far parte, sia pure in misura diversificata, del proprio bagaglio figurativo. 

La sua vitalità artistica è stata determinante nel periodo formativo, per arrivare infine ad una una svolta creativa del linguaggio: la vena impressionista del versante francese, che ha lasciato il campo alle trepidazioni espressioniste con gesto pittorico istintivo.

Il nuovo “figurativo” esplicita le motivazioni umane e culturali dell’artista con intensa inquietudine creativa in un percorso che, comunque, non nega la sostanziale presenza del “vero”.

La personale resterà aperta fino al 19 maggio, ad ingresso libero, con orari 11-13 e 16-20.

Per informazioni, [email protected], oppure 347/1821250. (l.l.)