L’AQUILA – Si sono già interrotti i lavori di ripristino del prato antistante la Basilica di Collemaggio, iniziati poco più di un mese fa per riportarlo all’antico splendore dopo la “violenza” subìta durante il periodo in cui vi era installata la tendopoli.
Sul perché dello stop, il Comune e la onlus “L’Aquila vola” che ha “adottato” il prato e realizzerà i lavori grazie ai fondi raccolti, giocano allo scarica barile.
Per l’assessore comunale all’Ambiente, Alfredo Moroni, il motivo del blocco ai lavori è da attribuire al fatto che “sono in corso delle procedure da parte della onlus per avviare i lavori sul prato”.
Dal canto suo, la onlus pescarese risponde di essere in attesa della formalizzazione della “donazione”. “Abbiamo inviato una richiesta al Comune – ha affermato l’architetto Manuela Cornelii, presidente dell’associazione – per l’invio di un modulo nel quale chiederemo ufficialmente di poter donare il prato nuovo alla città. Senza questa autorizzazione siamo fermi”.
La rimozione iniziale del fondo ghiaioso che ricopriva il piazzale, iniziata lo scorso 5 ottobre, è stata operata dall’Esercito, che si è impegnato a riutilizzare parte della breccia nei cimiteri cittadini.
Dopo questa fase iniziale, i lavori sono passati nelle mani della onlus “L’Aquila vola”, che ha messo a disposizione circa 50 mila euro dei propri fondi oltre ai proventi della sottoscrizione “Adotta un metro quadrato” per realizzare questo progetto, il cui preventivo è di 64 mila euro.
Rispetto al progetto, è da precisare che questo riguarda esclusivamente il ripristino del manto erboso. Inizialmente si era parlato, infatti, anche della realizzazione di un nuovo impianto di irrigazione e un sistema di illuminazione a terra, per cui sarebbero serviti circa 200 mila euro.
Ma la presidente della onlus ha precisato, “noi ci occuperemo solo del prato, per il resto lo farà qualcun altro che vorrà occuparsene”.(e.m.)




