L’AQUILA – Una o più bande di ladri avrebbe bivaccato all’interno dell’ex Reiss Romoli dell’Aquila, in passato scuola di alta formazione della Telecom, punto di riferimento del settore a livello nazionale, ormai in uno stato di semiabbandono da anni dopo che anche l’Università, che nell’immediato post-terremoto vi aveva insediato il rettorato e altri uffici, ha lasciato la struttura.
La denuncia arriva dall’immobiliarista Sergio Adriani, che con la sua società gestisce l’enorme complesso alle porte della città, e che oggi torna a lanciare un appello per la vendita dell’immobile.
“La Reiss Romoli langue e va verso la distruzione tra il disinteresse degli amministratori che avrebbero dovuto acquisire il bene, che su un valore di 44 milioni di euro potevano e possono acquisire a 12 milioni, forse anche meno”, ha scritto su Facebook, pubblicando le foto dello stato in cui versa il complesso dopo l’ennesimo raid ad opera di gruppi criminali.
“Ci dormono, si ubriacano e mangiano. I ladri sono organizzati con tutte le attrezzature, compresi i generatori di corrente”, afferma Adriani. “Hanno stazionato lì dentro per settimane alla faccia nostra”.
“Proprietà abbandonata e vigilanza impotente”, aggiunge amareggiato.
“Amministratori ignavi”, chiosa Adriani, che ricorda come ben 35mila metri quadrati che fanno parte del complesso sono persino edificabili, ma questo non sembra bastare ad allettare gli investitori.
Si è perso il conto, intanto, dei furti messi a segno all’ex Reiss Romoli, dove è stato depredato di tutto, dai cavi di rame alle caldaie.
L’ex scuola della Telecom, che fino al 2014 ha ospitato l’Università, ancora non trova un acquirente: ci aveva provato l’Ateneo, con l’allora rettore Ferdinando Di Orio, ma l’operazione non si concretizzò. L’attuale sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, in campagna elettorale avanzò l’ipotesi di sfruttare i fondi Inail, tuttora inutilizzati, per acquisire la struttura al patrimonio comunale, ma da allora non se n’è più parlato.
Lo stesso Adriani ha proposto più volte di trasformarla in una cittadella degli enti, senza successo. (m.sig.)



