L’AQUILA – La Guardia di finanza dell’Aquila sta passando ai raggi X la documentazione acquisita in Comune relativa alla incompatibilità, stabilita nella legge Barca, tra incarichi politici e ruoli tecnici nella ricostruzione.
Gli uomini delle Fiamme gialle si sono recati due volte negli uffici di Villa Gioia: una prima “visita” c’è stata prima della scadenza fissata dalla norma voluta dal ministro della Coesione territoriale, il 9 novembre, e una seconda negli ultimi giorni.
Da quanto si apprende, l’attenzione si sta concentrando, in particolare, sui ruoli dei componenti dei consigli di amministrazione delle aziende ex municipalizzate.
Secondo interpretazioni più restrittive della legge, che vieta la possibilità di cumulare “le cariche elettive e politiche dei comuni, delle province e della regione con quella di progettista, di direttore dei lavori o di collaudatore di tali opere nonché con l’esercizio di attività professionali connesse con lo svolgimento di dette opere, ivi comprese l’amministrazione di condomini e la presidenza di consorzi di aggregati edilizi”, nel mirino potrebbero esserci anche i membri delle società a partecipazione comunale.
Tanto che nelle scorse settimane ci sono state delle dimissioni eccellenti, su tutte quella dell’ex presidente dell’Azienda per la mobilità aquilana (Ama), Olivo Ciccarelli. Altri, invece, hanno rimosso l’incompatibilità rinunciando agli incarichi privati, come ha rivelato il presidente della commissione comunale di Vigilanza, Raffaele Daniele (Udc) in riferimento “a un membro del cda dell’Aquilana società multiservizi (Asm)”.
La questione è stata anche al centro dell’ultima seduta del Consiglio comunale dell’Aquila, quando si è discussa la posizione dell’architetto Piero Di Piero (Udc): l’esponente del partito della Vela è finito nell’occhio del ciclone a seguito di un esposto presentato al tribunale dell’Aquila dal primo dei non eletti della stessa lista, l’avvocato Alessandro Piccinini, e di una diffida fatta recapitare al sindaco, Massimo Cialente, a tutti i consiglieri comunali e notificata pure al prefetto, Francesco Alecci.
La riunione dell’assise civica si era conclusa con un nulla di fatto, a seguito della votazione a maggioranza della pregiudiziale posta dal capogruppo di Sel, Giustino Masciocco, che riteneva il Consiglio non competente a esprimersi sulla materia.
Al momento non si sa, quindi, se l’iniziativa della Guardia di finanza sia nata da una segnalazione o da un’iniziativa autonoma. Fonti interne al corpo, infatti, tengono la bocca cucita e si trincerano dietro un “no comment”.
La vicenda avrà sicuramente uno strascico perché Piccinini ha minacciato un esposto in procura qualora “il Comune dovesse rimanere inerte e non dovesse attivarsi alla prima seduta utile”, riunione che ci sarà domani e il punto non sembra essere all’ordine del giorno.





