L’AQUILA – Non piace quasi a nessuno, il maxi emendamento del governo sul terremoto dell’Aquila e dei paesi del “cratere”, ma alla fine passerà così com’è, nonostante i tentativi del Comune dell’Aquila e dei sindaci del territorio di modificarlo in extremis.
Un testo di cui ancora non si ha la copia ufficiale, sebbene passato nel Consiglio dei ministri venerdì scorso e sia stato presentato oggi alle 13 dal suo principale ispiratore, il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato speciale dell’esecutivo Monti in città, che in un sol colpo ha fatto piazza pulita della trasparenza di cui ha sempre parlato come principio ispiratore della ricostruzione.
Sul suo sito, solitamente aggiornato in tempo reale, non ce n’è traccia, così come su quello della commissione Finanza della Camera dei deputati, che pure l’ha messo all’ordine del giorno di qui a sabato.
Alcune cose, però, si sanno e sono state sufficienti per far montare la protesta: nascono due uffici gestiti da Roma per controllare la ricostruzione guidati da altrettanti mega-dirigenti da 200 mila euro ognuno, il personale precario attualmente in servizio verrà tagliato della metà, le seconde case finanziate saranno solo quelle del centro storico del capoluogo, lasciando fuori frazioni e piccoli comuni, c’è incertezza sugli uffici tecnici comprensoriali istituiti solo pochi giorni fa dal commissario quasi ex, Gianni Chiodi.
Ieri la rabbia dei sindaci solo per un pelo non è sfociata in una protesta clamorosa davanti la basilica di Collemaggio, dove Barca era stato invitato per un’iniziativa della Rai, ma comunque ci sono state le dimissioni di cinque dei sei coordinatori delle aree omogenee del territorio aquilano: l’unico a restare in sella l’ex sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, rappresentante di tutti i sindaci, fautore della trattativa a oltranza con il governo.
Stamattina copione solo in parte diverso nel corso del Consiglio comunale straordinario dell’Aquila, dove la linea dell’ottimismo è stata interpretata, praticamente in solitaria, dal sindaco, Massimo Cialente.
“È una legge che arriva con un ritardo vergognoso – ha affermato – che contiene alcuni elementi positivi: la fine del commissariamento e la previsione di un fondo per la rinascita socio-economica”.
“Quello che è inaccettabile, invece – ha proseguito – è lo stralcio delle seconde case delle frazioni e del ‘cratere’ e il ‘dispetto’ che la Ragioneria dello Stato ha voluto fare al Comune sulla progressione verticale di 47 vincitori di concorso e sulla nomina del direttore generale dell’ente, due cose che sarebbero state a costo zero per le casse statali”.
Alla fine l’assise civica ha approvato due proposte di emendamento che vanno in tal senso, insieme ad alcuni altri, tra i quali, il più importante, quello che chiede la previsione di un fondo da 30 milioni per riequilibrare il bilancio, così come accadde l’anno scorso per intercessione dell’ex sottosegretario Gianni Letta.
Prima della votazione degli emendamenti, però, non sono mancate le bordate.
Giorgio De Matteis (L’Aquila città aperta), candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, ha attaccato sui “pessimi risultati portati a casa da Cialente e dal suo amico Barca”.
Luigi D’Eramo, capogruppo di Prospettiva 2022, è stato ancora più duro: “un provvedimento scandaloso scritto da un ministro componente il governo dei suicidi di Equitalia”.
Guido Liris (Pdl) ha chiesto che la cancellazione per intero del maxi emendamento e la riapertura di una fase di confronto tra Barca e il territorio.
Sulla stessa falsariga anche Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo), che ha parlato di “clamoroso passo indietro”, Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila) e Fabio Cortelli (L’Aquila oggi). Quest’ultimo ha definito la norma “uno stupro”.
Tra i banchi della maggioranza, invece, toni solo leggermente più timidi: Giustino Masciocco (Sel), per esempio, andava dicendo per i corridoi che “se non passano le nostre richieste di modifiche bisogna scendere in piazza”.
In aula presenti anche alcuni sindaci, a prendere la parola quello di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), Pierluigi Biondi: “una legge scritta da gente che non ha passato neanche un minuto sul nostro territorio, e quindi non conosce i veri problemi del sisma”.
“La realtà è che il governo considera i comuni ‘porti delle nebbie’ di cui non ci si può fidare – ha aggiunto – quindi si toglie un commissario e, tramite gli uffici speciali, se ne introducono due”.
La speranza che, almeno in parte, le proposte vengano recepite sono ridotte al lumicino: il maxi emendamento finirà dentro al decreto “Crescita” del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e su questo ci sarà la fiducia.
Sperare in un minimo di attenzione, in tempi di spending review, tagli agli statali e sacrifici, appare davvero impresa disperata.
I LAVORI DEL CONSIGLIO
Nel corso del Consiglio comunale riunitosi stamani in via straordinaria per discutere la proposta di legge sulla ricostruzione, approvata venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, e giovedì 12 in discussione alla Camera dei deputati, sono passati all’unanimità tutti gli emendamenti presentati, eccetto due, votati a maggioranza dei votanti e relativi ad Abruzzo Engineering, in cui si legge che il sindaco dell’Aquila e il presidente della Provincia possono continuare ad avvalersi della suddetta società, anche dopo la cessazione dello stato di emergenza e senza oneri a carico del bilancio dello Stato e all’istituzione della figura del direttore generale del Comune, soprattutto alla luce dell’istituzione dell’ufficio territoriale che andrà a gestire la fase post commissariale.
Gi emendamenti approvati all’unanimità e per i quali c’è stata discussione in aula, riguardano invece l’aggiunta dei comma 10, 11, 12 e 13 all’articolo 67 ter. In particolare, nel comma 19, si legge che, al fine di garantire le attività ordinarie dell’Ente, è prorogato al 31 dicembre 2014, l’assunzione di personale a tempo determinato, nel limite massimo di 1 milione di euro l’anno.
Nel comma 12, invece, si legge che il Comune, anche dopo la cessazione dell’emergenza post sisma e per assicurare la necessaria continuità amministrativa, è autorizzato a procedere alla stipula di contratti di lavoro, finalizzati agli inquadramenti del personale risultato idoneo nei concorsi per la progressione di carriera, banditi sulla scorta del parere favorevole del dipartimento della Funzione pubblica della presidenza del Consiglio dei ministri del 16 febbraio 2010, programmati entro il 31.12.2009, i cui procedimenti si siano conclusi entro il 31.12.2010.
Inquadramenti che possono avvenire anche al di fuori della dotazione organica, in deroga alle normative vigenti sulle procedure di concorso pubblico e sui limiti di spesa, e senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
Al testo del maxi emendamento, è stato inoltre inserito, prima dell’art. 67 sexies, un nuovo articolo denominato “stabilità dell’equilibrio finanziario del Comune dell’Aquila, che assegna un contributo straordinario per l’esercizio 2012, sulla base dei maggiori costi sostenuti o delle minori entrate conseguite, derivanti dalla situazione emergenziale, nel limite massimo di 30 milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma 5, del decreto-legge numero 39/2009.
Sono stati inoltre apportate correzioni agli articoli 67 quater, quater comma 5 e inserito il comma 5 bis, e variazioni all’articolo 67 sexies, comma 1.
Approvati parimenti all’unanimità l’emendamento relativo all’articolo 67 ter comma 2 che sostituisce la parola “contributo” con la parola “indennizzo” e quello relativo all’articolo 67 quater, comma 7, che, parimenti, sostituisce la parola “contributi” con la parola “indennizzi”.
Altri emendamenti, sia di maggioranza che di minoranza, valutati preventivamente come speculari dalla conferenza dei capigruppo, non sono stati discussi in aula bensì considerati approvati all’unanimità, essendo di fatto incompatibili.
Tutti gli emendamenti approvati stamani, stanno per essere inviati al ministro per la Coesione territoriale Barca, per l’integrazione del maxi emendamento, riguardante la proposta di legge sulla ricostruzione.
VITTORINI: ”BASTA SCONTI SULLA SICUREZZA SISMICA”
Quello che si è svolto oggi è stato un Consiglio Comunale importante per il futuro della città che ha posto sul tavolo questioni di importanza vitale per il futuro dell’Aquila.
Il lavoro dei consiglieri, a tratti corale, ha portato alla definizione di importanti emendamenti alla proposta di legge per la ricostruzione.
Per altri aspetti purtroppo c’è stato qualche tatticismo e qualche distrazione che gli argomenti trattati non meritavano affatto.
L’Aquila che vogliamo, coerentemente al primo punto del proprio programma elettorale, ha proposto, per tutto il testo del disegno di legge, la sostituzione del concetto di miglioramento antisismico con quello più appropriato di adeguamento antisismico.
In questo modo si punta a far sì che il riferimento per la ricostruzione sia l’applicazione della normativa antisismica e non pericolosi sconti sulla sicurezza in nome di una normativa che invoca la parziale adozione sulle tecniche oggi conosciute per la sicurezza dei cittadini.
La proposta dell’Aquila che vogliamo è stata quindi approvata all’unanimità.
Anche per quanto riguarda il recupero dei beni architettonici si è votata una mozione che preveda maggiori finanziamenti per gli immobili vincolati cosicché non si prescinda dalle norme di sicurezza antisismica neanche per gli edifici più antichi.
L’Aquila che vogliamo ha inoltre proposto e ottenuto che si discuta in un prossimo consiglio comunale dell’adozione del già noto “libretto del fabbricato” anche come prerogativa innovativa per L’Aquila.
Il Consiglio comunale ha fatto propria anche la questione sollevata nelle scorse settimane circa la trasparenza di concorsi pubblici per ogni ambito previsto per la ricostruzione con particolare riferimento alle assunzioni di personale e tecnici da parte di enti pubblici.
Con un apposito emendamento verrà chiesto al legislatore di togliere il premio di cubatura del 30% previsto per gli interventi di ristrutturazione, onde evitare pericolose speculazioni a scapito della sicurezza antisismica.
Sempre per la più ampia trasparenza amministrativa sarà prevista la incompatibilità della carica politica con quella di progettista o direttore di lavori con estensione ai dipendenti di amministrazioni pubbliche.
Purtroppo la maggioranza non ha brillato in tema di semplificazione e trasparenza proponendo al governo di derogare per L’Aquila la norma che abrogava la figura del city manager.
A giudizio di tutta l’opposizione e di parte della stessa maggioranza tale figura risulta essere un duplicato con dannoso incremento di passaggi e pastoie burocratiche: proprio ciò di cui L’Aquila ha meno bisogno.
Da rimarcare purtroppo alcune intermittenti assenze strategiche o di distrazione nel corso delle votazioni più importanti per il futuro della nostra città.
Il Sindaco addirittura ha abbandonato in anticipo i lavori perché, a suo dire, aveva altro da fare…
LIRIS: ”CANCELLARE TUTTO IL PROVVEDIMENTO”
Il risultato del Consiglio di oggi non poteva che essere la presa d’atto di un maxi emendamento calato dall’alto che sicuramente risente della non reale percezione delle problematiche del territorio e della mancata condivisione e confronto con gli Enti locali; il ministro Barca ha ritenuto sufficiente “scimmiottare” il sottosegretario Letta presenziando qualche manifestazione nell’aquilano, qualche dibattito sotto il tendone di piazza Duomo per acquisire conoscenze utili per un disegno di legge che va a stabilire, condizionare, ridisegnare il futuro della nostra città e di noi cittadini.
A oggi l’unico effetto sortito dalla lettura del maxi emendamento, sono state le dimissioni di cinque sindaci da coordinatori delle aree omogenee nonché la percezione di una conflittualità che andrà a vedere lo schierarsi dei comuni fuori del cratere vs i comuni ricadenti all’interno del cratere, di questi vs il Comune dell’Aquila e delle frazioni vs il centro storico.
Si evince inoltre la mancata considerazione di quanto rappresentato al ministro Barca negli incontri precedenti circa la necessità di uno studio parallelo della ricostruzione fisica della città e delle problematiche lavorative di quanti, cessato lo stato di emergenza, vedranno vanificati l’impegno e le professionalità profuse in questi anni a servizio della ricostruzione: sicuramente discutibile risulta essere la necessità di operare tagli al personale e contestualmente assumere due dirigenti con uno stipendio annuo di 200 mila euro, in barba ai tagli alla spesa.
Unanime quindi è stata la richiesta di modifiche urgenti, in rappresentanza del Pdl e in accordo con il consigliere Pierluigi Properzi, abbiamo proposto lo stralcio del maxi emendamento dalla legge Passera, al fine di studiare sul territorio e con i suoi rappresentanti, un emendamento ad hoc per la ricostruzione dell’Aquila; richiesta che per opportunismo politico e per senso di allineamento al disegno Barca, è stata prontamente bocciata dalla maggioranza di Massimo Cialente.
Sicuramente non siamo arrivati alla svolta che ci aspettavamo, siamo ancora in alto mare ma soprattutto sembra evidente che non si abbia assolutamente la percezione di quale sia la strada per la riva.



