L’AQUILA – “Basta con questa leggenda che siamo omofobi e razzisti: ricordo a chi ci accusa che nella nostra sede è venuta per un confronto civile la deputata omosessuale Paola Concia e che, durante l’emergenza post-terremoto, a Poggio Picenze abbiamo chiamato un imam per consentire alla comunità macedone di fede musulmana di avere il proprio rito religioso”.
Parola di Gianluca Iannone, leader nazionale di CasaPound, oggi all’Aquila per prendere parte al processo per diffamazione intentato contro l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia): “nei loro manifesti ci avevano accusato di offendere le 309 vittime del sisma solo per il fatto di voler fare il nostro tradizionale corteo di febbraio per ricordare il dramma delle Foibe”.
“Con l’occasione – ha spiegato – ho incontrato anche i militanti della comunità aquilana e abbiamo parlato delle prossime elezioni amministrative, dove CasaPound sarà presente con un suo candidato nella lista civica Prospettiva 2022”.
La persona indicata è Paolo Ardini, 35 anni, professionista che lavora come programmatore presso aziende private ed entrerà nella formazione lanciata dal segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo, all’indomani della convocazione delle primarie del centrodestra poi saltate.
La vostra presenza tra i sostenitori di Giorgio De Matteis ha scatenato polemiche, in particolare il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, vi ha definito “oggettivamente pericolosi”.
Rispondo che è Silvio Paolucci a essere anti-costituzionale, fino a prova contraria in Italia è garantita la libertà di pensiero e di espressione a tutti.
Vi accusano di essere estremisti, omofobi e razzisti, e quindi mettereste a rischio la democrazia.
Noi rifiutiamo l’etichetta di movimento di estrema destra, siamo radicali e radicati, sereni e severi e vogliamo un cambiamento che ci rispetti. Quanto al fatto di essere omofobi, la nostra posizione è chiara: siamo favorevoli al registro delle unioni civili e al riconoscimento dei diritti civili delle coppie omosessuali. Di questo abbiamo parlato a lungo, durante un confronto nella nostra sede, con la deputata del Pd di origini abruzzesi Paola Concia. Se andiamo, invece, sul terreno delle adozioni siamo contrari, così come lo siamo alle pagliacciate tipo “Gay pride”, ma questo è un giudizio condiviso da migliaia di gay e lesbiche. In riferimento al razzismo ricordo che durante i nostri due mesi di permanenza presso la tendopoli allestita a Poggio Picenze dopo il terremoto, per tramite del giornalista Pietrangelo Buttafuoco contattammo un imam per consentire ai seguaci dell’Islam ospitati nell’area di accoglienza di poter celebrare i propri riti.
L’alleanza con un democristiano doc come De Matteis, però, qualche problema ve lo pone.
A questa tornata elettorale ci presenteremo in molte parti d’Italia e con vari schieramenti, mentre a Roma andremo da soli dopo la deludente esperienza da sindaco di Gianni Alemanno. Abbiamo deciso di lasciare libertà alle varie comunità presenti nei territori di scegliere autonomamente dove collocarsi, se il nostro responsabile regionale, Simone Laurenzi, assieme alle ragazze e i ragazzi di CasaPound ha fatto questa scelta a me va bene così. Tanto, comunque vadano le cose, dopo queste votazioni continueremo a essere movimento, non ci lasceremo ingabbiare dal modello fossilizzante del partito. E poi la lista Prospettiva 2022 è una compagine civica formata in gran parte da gente non tesserata alla Destra.
Qui all’Aquila sono nati dopo il sisma molti comitati, alcuni dei quali hanno sottoscritto un appello al sindaco Massimo Cialente per impedirvi di sfilare in occasione dell’anniversario delle Foibe. Che ne pensi di loro?
Non abbiamo nessuna pregiudiziale nei confronti di nessuno, tantomeno nei riguardi dei vari comitati, tranne per quelli che si definiscono anti-qualcosa.
In Italia si sono verificati molti episodi di violenza che vi hanno visto coinvolti.
C’è una strategia unica dietro le aggressioni che vengono organizzate contro di noi in molte città della penisola, è stata proprio una procura abruzzese, quella di Avezzano, ad aprire un fascicolo di indagini dopo che la polizia Postale ha scoperto un sito dopo si pianificavano le violenze nei nostri confronti. C’è una regia occulta che vuole riportarci indietro negli anni alla logica dello scontro, cosa che al nostro governo tecnico fa piacere.
Anche voi, però, non state a guardare…
L’ultimo caso si è verificato venerdì, racconto come sono andati i fatti: la madre di due nostri militanti, mentre era ferma in macchina, è stata circondata, la sua vettura è stata presa a calci, bastonate e sputi. A quel punto i figli, chi non l’avrebbe fatto!, sono andati nel centro sociale dal quale provenivano gli aggressori e hanno regolato i conti a modo loro. Dopo poco hanno dato l’annuncio che 100 fascisti avevano assaltato la loro sede, per questo si sono presentati in 300 sotto la nostra sede di Casalbertone, che naturalmente noi abbiamo presidiato, nell’indifferenza della polizia presente, finché non siamo riusciti a respingere l’assalto: è tutto documentato dai video che abbiamo girato.
All’Aquila, fortunatamente, episodi simili non si verificano.
Il capoluogo è una città naturalmente tranquilla, anche se ci sono momenti in cui si alza la polemica in concomitanza con i nostri appuntamenti fissi, che dovrebbero essere condivisi al di là delle convinzioni politiche: manifestare contro chi ricorda il dramma delle Foibe non significa essere anti-fascisti ma anti-italiani. Francamente L’Aquila ha bisogno di ben altro piuttosto che di queste inutili contrapposizioni.





