L’AQUILA – Sono state consegnate ieri alla ditta per la ricostruzione post-sisma le prime chiavi degli alloggi che costituiscono l’aggregato all’Aquila lungo corso Vittorio Emanuele che comprende la sede centrale della ex Cassa di risparmio, assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper), e ora l’inizio dei lavori sembra veramente vicino.
Due anni il termine previsto per le opere da 12 milioni di euro, anche se il “via” ufficiale arriverà solo con il placet del Genio civile, atteso questa settimana, ma slittato.
Non mancano le ombre, come la richiesta di 800 mila euro da parte di una delle aziende che hanno partecipato alla “mini gara” scelta per aggiudicare i lavori, ma sia il Consorzio, sia l’impresa risultata vincitrice, la teramana Cingoli, tirano dritto, dicendosi tranquilli.
“Ognuno può far valere i suoi diritti, che problema c’è? – si chiede l’architetto Giuseppe Cingoli, il titolare – Gli eventuali ricorsi non sono un problema né nostro né del Consorzio: le carte sono lì, questa commessa privata è stata gestita come un appalto, anzi, un super appalto pubblico. Ognuno può vederle e controllarle, è tutto trasparente”.
L’imprenditore, che ha lavorato all’Aquila fin dal restauro di San Bernardino degli anni Sessanta, è consapevole che, al di là dell’importo economico, quello che svolgerà in associazione temporanea (Ati) con la Vibrocementi di Ezio Rainaldi non è un lavoro qualunque.
“Ci impegniamo in tutti, ma con questo in modo speciale perché capiamo che è importante per la città – prosegue Cingoli – La macchina è in fase di partenza per arrivare nei tempi previsti al traguardo, non è solo un lavoro, ma un impegno sociale e civile”.
Il cantiere all’inizio si incrocerà con quello di realizzazione dei nuovi sottoservizi, anche se la riconsegna di via Sallustio completata dovrebbe essere questione di un mese e mezzo.
“Con i sottoservizi c’è stato coordinamento, per fortuna funziona, si riuscirà a risolvere tutto”, assicura.
Almeno in principio, tuttavia, la gru dovrebbe essere posizionata nel cortile interno con giardino.
E andrà tutelato nel modo migliore un pino secolare presente in quella zona, sconosciuto ai più.
Qualche grattacapo, intanto, ha destato l’assenza di alcuni proprietari nel giorno delle chiavi, visto che la chance di partire dopo 7 anni dovrebbe ingenerare una certa fretta. Alberto Orsini



