L’AQUILA – “Non è possibile che ad oggi nessuno dica chiaramente ai cittadini qual è la situazione dei lavori al Teatro comunale. Si sente forte la mancanza di uno spazio del genere in città, ma non si vede una via d’uscita e di conseguenza non si può programmare nulla”.

Il presidente del Teatro stabile d’Abruzzo Ezio Rainaldi si dice “amareggiato” per l’impasse che caratterizza l’appalto per la ricostruzione del teatro “Nazzareno De Angelis” dell’Aquila, seriamente danneggiato dal terremoto di sei anni fa.

Nell’aprile dello scorso anno l’appalto da circa 7 milioni di euro è stato “riassegnato”, dopo la revoca a poche settimane dalla consegna dei lavori alla Mbf di Arezzo e alla Cobar Spa di Bari, prime classificate nella gara. La revoca, decisa dall’allora direttore generale dei Beni culturali per l’Abruzzo, Fabrizio Magani, era arrivata perché Mbf aveva presentato un’istanza di concordato al tribunale aretino. Allora si è provveduto all’aggiudicazione definitiva al Consorzio Conscoop di Forlì, che a dicembre era arrivato secondo classificato.

Ma qualcosa si è bloccato di nuovo e i lavori sono ancora fermi.

“Mi sento amareggiato per questa situazione – dice Rainaldi – e vorrei che chi di dovere rendesse noto alla città qual è lo stato dell’arte di questo appalto e quali sono le prospettive. Come Teatro stabile siamo stati coinvolti per la progettazione e abbiamo dato il nostro contributo. Ma adesso non c’è chiarezza e nessuno dà risposte”.

Gli intoppi che riguardano il teatro sono, secondo Rainaldi, da tenere ben presenti anche nella messa a punto della legge per la ricostruzione.

“Questa norma sulla ricostruzione privata, secondo le intenzioni andrebbe a prendere come esempio le procedure che riguardano gli appalti pubblici. Sinceramente, non mi sembra però che in questo ambito le cose funzionino al meglio. Ne sono un chiaro esempio tanti appalti, come quello della scuola De Amicis per esempio, che a breve dovrebbe partire ma che è stato caratterizzato da molti ritardi”.

“Credo che sia fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica su appalto del genere, fondamentale per la città – conclude – noi non sappiamo più cosa dire ai nostri abbonati”.