L’AQUILA – “Esprimo profonda preoccupazione per la crisi amministrativa cittadina, mai sopita e significativamente riemersa negli ultimi giorni e culminata con le dimissioni del sindaco” denuncia Ersilia Lancia, consigliere della V circoscrizione e dirigente provinciale del Pdl.

“A tutto avrebbero dovuto assistere gli aquilani, fuorché all’ennesima piece teatrale messa in scena da Massimo Cialente e la sua compagnia – attacca Lancia – L’Aquila ha bisogno di una classe dirigente capace, di atti concreti, utili alla ricostruzione e non di un sindaco e di una maggioranza che perdono tempo, irresponsabilmente, l’uno a rassegnare drammatiche dimissioni e l’altra, nel maldestro tentativo di gettare acqua sul fuoco, a sottoscrivere schizofrenici documenti di condivisione e rinnovato appoggio amministrativo”.

“È risibile l’atteggiamento di questa maggioranza che nei fatti ha sfiduciato il sindaco, facendo mancare il numero legale e poi, con il capo cosparso di cenere, cerca di ritrovare una compattezza che non c’è e che altro non rivela se non il solito e spregevole attaccamento alla poltrona” dichiara ancora Lancia.
 
“C’è poco da inventare: o il sindaco ha la maggioranza o va a casa. La tanto scongiurata ipotesi di un commissario non mi pare poi così peggiore e diversa da quella di un primo cittadino che quando non si è limitato alla ordinaria amministrazione, ha ritenuto di dover risolvere tempestivamente un unico problema, quello della ricollocazione politica di Stefania Pezzopane, nulla di più. Non mi convince – continua Lancia – l’ipotesi ultima di un governo di salute pubblica. D’altra parte i cosiddetti governi di larghe intese, sempre di difficile attuazione, non hanno mai sortito gli effetti auspicati”.

“Condivido la richiesta emersa nelle ultime ore nel Pdl di maggior coinvolgimento di tutto il partito circa le scelte riguardo la crisi amministrativa e tuttavia – conclude la dirigente Pdl – invito i responsabili cittadini a costituire e convocare gli organi previsti dallo statuto, al fine di evitare al partito di apparire sugli organi di stampa con dissonanti dichiarazioni”.