L’AQUILA – “Speriamo davvero di essere alla svolta, ma la stesura finale della scheda parametrica non l’abbiamo ancora vista, non capiamo quale validità giuridica possa avere e, soprattutto, manca la programmazione dei cantieri”.
Piace a metà, agli ordini professionali, la rivoluzione sulla ricostruzione annunciata dal Comune dell’Aquila per bocca del sindaco, Massimo Cialente, e dell’assessore Pietro Di Stefano, che “da marzo dovrebbe conoscere il vero avvio” e consentire di iniziare a spendere gli 800 milioni di euro disponibili per l’annualità 2013.
In una conferenza stampa i due hanno illustrato i contenuti di una delibera di Giunta che, nelle intenzioni, dovrebbe portare a uno snellimento delle procedure e alla conseguente apertura dei tanto auspicati cantieri.
Un’accelerazione fondata su quattro cardini, il più importante dei quali è, appunto, la scheda parametrica: una sorta di mini-progetto di facile redazione che conterrà elementi oggettivi al danneggiamento degli edifici ai quali si riferisce e alla loro riparazione, attraverso i quali si potrà quantificare rapidamente il contributo concesso.
Per il presidente degli ingengeri della provincia dell’Aquila, Paolo De Santis, “l’entusiasmo del sindaco è fuori luogo, in linea di massima non siamo mai stati contrari alla scheda, però l’ultima volta che ne abbiamo parlato è stato il 4 dicembre dello scorso anno, poi più nulla”.
“E poi come facciamo a richiedere i contributi con la scheda se la normativa post-sisma prevede che si debbano presentare i progetti esecutivi?”, si domanda De Santis, che insiste: “fino a quando non ci sarà il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che sancisce il nuovo corso dovremo attenerci alle ordinanze vigenti e poiché la firma definitiva non arriverà, per stessa ammissione del primo cittadino e del suo assessore, prima di 60 giorni oggi siamo bloccati”.
“La verità – conclude duro – è che le elezioni sono un toccasana per la democrazia, ma la politica strumentalizza questi passaggi per farsi pubblicità”.
Più “tenero” il presidente degli architetti dell’Aquilano, Gianlorenzo Conti, che si dice soddisfatto “al 70% per le novità introdotte, ma rimangono tante criticità, su tutte quella delle individuazioni delle priorità”.
“Da questo punto di vista ancora non ci sono certezze – aggiunge – si partirà dall’asse centrale del centro storico oppure ci sarà una procedura ‘a sportello’, cioè chi prima arriva viene finanziato? E le frazioni come verranno trattate?”.
Una questione sollevata anche da De Santis: “basta farsi un giro dalle parti di via Garibaldi e piazza Chiarino la mattina, ci sono solo quattro cantieri aperti e già è un caos, mi immagino quando ce ne saranno di più”.
Un concetto ribadito pure da Pierluigi De Amicis, presidente regionale della federazione degli ingegneri: “il Comune deve dare un indirizzo preciso su quali comparti edilizi verranno privilegiati e quali dovranno aspettare per ricostruire”.
“Non va dimenticato, a questo proposito – sottolinea – il problema dei sottoservizi, che devono seguire di pari passo la ricostruzione privata, sennò si rischia di riparare le case ma poi non poterci far rientrare le persone perché mancano luce, acqua e gas, quindi l’amministrazione deve avere le idee chiare da subito”.
“La cosa positiva, invece – dice ancora De Amicis – è che una volta che saranno stabilite le priorità, come tecnici non dovremo fare un lavoro inutile: se un aggregato sarà ricostruito tra cinque o dieci anni non ha senso preparare da subito i progetti con norme che potrebbero cambiare e, magari, con le condizioni degli immobili che saranno peggiorate”.
“Se posso dare un suggerimento – conclude De Amicis – le priorità le individuerei a partire dalla rinascita del tessuto sociale ed economico della città e, magari, sarebbe stata utile pure una pianificazione complessiva dell’area del ‘cratere'”.
ASSOCIAZIONE CENTRI STORICI: “RIVEDERE PRIORITÀ”
L’associazione “Centri storici aquilani” fa seguito agli articoli comparsi sulla stampa locale relativi all’atto di indirizzo sul cosiddetto “asse centrale”, da ritenersi prioritario, approvato dalla Giunta comunale dell’Aquila.
È necessario evidenziare il fatto che attribuire carattere prioritario ai progetti dell'”asse centrale” costituisce un grave pregiudizio per tutti gli immobili siti al di fuori del suddetto asse, in particolare si rileva che i progetti approvati dagli enti competenti e immediatamente cantierabili devono “partire” subito, indipendentemente dalla localizzazione all’interno o al di fuori dell’asse centrale, pena gravissimi danni ai fabbricati causati dal ritardo nei lavori e nel rispetto dell’impegno profuso da chi si è tempestivamente prodigato ai fini della progettazione dell’intervento di recupero.
Una conclamata prevaricazione dell’ordine cronologico di approvazione dei progetti potrebbe costituire il presupposto per l’apertura di onerosi contenziosi con il Comune; in sostanza, qualora si desse concreta attuazione ad un qualsiasi provvedimento amministrativo che consentisse ad una zona delimitata di avere un “privilegio” nell’approvazione dei progetti e/o nella cantierizzazione dei lavori, il Comune si esporrebbe ad infiniti contenziosi da parte dei proprietari per i danni ai fabbricati conseguenti al ritardo nei lavori relativi agli immobili “messi in coda”, nonché a procedimenti dinanzi alla Corte dei conti per il danno erariale.
Non si dimentichi, inoltre, che molti fabbricati monumentali, tutelati dal ministero dei Beni culturali, già gravemente compromessi dal sisma, potrebbero subire ulteriori irreparabili danni ad affreschi, decorazioni e altri particolari di pregio a causa del ritardo nell’esecuzione dei lavori, con conseguente impossibilità del ripristino e gravissima compromissione del patrimonio culturale locale e nazionale.
L’asse centrale non può costituire una sorta di “diritto di prelazione” per l’approvazione dei progetti e la cantierizzazione dei lavori, che devono essere valutati al solo fine della logistica dei cantieri, in modo da assicurare un proficuo ed ordinato svolgimento dei lavori di ricostruzione del centro storico dell’Aquila.
In ogni caso i progetti “cantierabili”, dovunque si trovino, devono immediatamente partire e costituire il “volano” della ricostruzione.
Infine, in riferimento alle ripetute sollecitazioni del Sindaco ai cittadini finalizzate alla presentazione dei progetti del centro storico, facciamo notare che molti progetti già da tempo depositati languono in attesa di esame o in attesa delle risorse necessarie all’erogazione del contributo; l’appello va quindi rinviato al sindaco affinché il Comune definisca immediatamente tutte le situazioni a oggi pendenti.



