L’AQUILA – Si apre un 2016 molto speciale per la gelateria Duomo dell’Aquila del maestro gelatiere Francesco Dioletta, eletta migliore d’Italia nel 2014. 

Questo, infatti, è l’anno della riapertura, allargata, negli storici locali di piazza Duomo 32 – a pochi metri di distanza dalla cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio che ancora non ha la fortuna di essere rimessa in piedi – lasciati a causa dei tremendi danni inferti dal sisma del 6 aprile 2009.

Con il Corsorzio Piedipiazza ormai quasi senza “bende”, Dioletta potrà finalmente rimettere piede in uno di quei luoghi del gusto che ha conquistato tantissima gente tra aquilani e non. 

Tra l’altro, questa è la novità che si aggiunge alla già bella notizia della riapertura a distanza di sette anni dal terremoto, la gelateria, che integrerà ancora il bar, sarà più grande ed utilizzerà gli spazi di quella che una volta era il negozio Furi. 

Dioletta da decenni si è imposto, all’Aquila e fuori, come gelatiere di primissima categoria.

Dal 1979 al 1984, da ragazzo, il commerciante aquilano ha lavorato a Roma, in piazza Santa Maria in Trastevere al ristorante La Canonica, “una chiesa sconsacrata – come lui stesso racconta ad AbruzzoWeb -. A gennaio 1985 ho aperto la mia prima attività di bar e pizzeria a Barete (L’Aquila). E a dicembre dello stesso anno ho rilevato il bar Duomo. Era un locale piccolissimo, appena 9 metri quadrati. Aprivo alle 4.45 del mattino, in piazza ero il più ‘mattiniero'”. 

“Poi – prosegue Dioletta nel racconto – nel 1989 ho rilevato la macelleria del compianto Josuè Ianni, gestita dalla vedova Maria, aiutata dai figli. Ricordo si chiamava Bassa macelleria, si vendeva carne a basso costo”. 

La prima gelateria Duomo, comunque, Dioletta l’ha aperta nel 1997, “nei locali dov’era prima il negozio Olivetti di Angelo Antonacci“. 

I locali, appunto, che stanno per essere riaperti.

“In brevissimo tempo – afferma – il bar-gelateria Duomo è diventato il punto di riferimento sia per le famiglie che per i giovani. Visto l’enorme successo del nostro gelato, in pochi anni c’è stato un susseguirsi di aperture di nuovi punti vendita di gelaterie. Nel 2000 abbiamo aperto in piazza Risorgimento ad Avezzano (L’Aquila), la gelateria Duomo che è sempre lì, nel 2003 invece è stata la volta di Roma, in largo Argentina, un posto piccolissimo e subito molto apprezzato che però abbiamo deciso di rivendere, per difficoltà nella gestione a distanza. Nel 2004, un altro locale all’Aquila, in corso Vittorio Emanuele a pochissima distanza da piazza Duomo, purtroppo lasciato a causa del sisma. E poi, nel 2006, la gelateria al centro commerciale l’Aquilone, ancora ‘viva’, con il bar-pizzeria-ristorante attivato nel 2010”.

Non vanno però dimenticati certi altri ‘momenti’, che rendono bene l’idea di che cosa riuscisse ad esprimere L’Aquila fino a qualche anno fa. 

“All’angolo di piedipiazza, abbiamo gestito due bar: oltre al Duomo, anche Les Folies, preso nel 2008 in gestione. Nel periodo estivo il ‘giro’ era di ben 80 tavoli all’aperto con 320 posti a sedere, con 37 dipendenti tra fissi e stagionali. Poi, è arrivato il maledetto 6 aprile 2009″. 

“Quello del terremoto – ammette Dioletta – è stato un anno durissimo. Noi, dopo un primo periodo di sbandamento, ci siamo rimboccati le maniche e nel mese di settembre abbiamo aperto un bar-gelateria al centro Globo Center, ancora in funzione, riassumendo i dipendenti ‘storici’ di piazza Duomo che erano in cassa integrazione, per poi far costruire una gelateria ambulante su misura con due vetrine gelato da 32 gusti, quella, per intenderci, che staziona anche al centro della piazza”. 

Il 2014, infine, ha visto la nascita di una nuova gelateria a Celano (L’Aquila), in via 4 novembre, mentre è del 2015 l’apertura all’Aquila di un modernissimo laboratorio centralizzato.

In attesa di poter “riabbracciare” la gelateria in piazza Duomo, in quella città, L’Aquila, che ha un disperato bisogno di rivivere, rinnovati ma sempre col “sapore” del tempo che fu, i luoghi di incontro normale e anche per questo felice prima che certe scosse infami rovinassero tutto.