L’AQUILA – “Ho appena saputo che tre giorni fa è stato massacrato di botte e impiccato a un albero il mio adoratissimo cagnolino Bracco insieme a un altro cane padronale, nella zona delle case popolari di Arischia (L’Aquila)”.

Lo denuncia nella propria pagina Facebook la giornalista e attivista aquilana Carla Liberatore, presidente dell’Arcigay aquilana, che, tuttavia, non spiega se abbia sporto denuncia alle forze dell’ordine per l’accaduto.

“Erano sei giorni che Bracco mancava da casa ma non mi ero preoccupata più di tanto perché mi aveva abituato alle sue assenze a causa di questioni d’amore tipiche dei cani – scrive – Mi hanno riferito che i due poveri cani, fra cui il mio povero amore Bracco, sono stati cruentemente picchiati e poi impiccati e dall’autopsia è risultato che hanno sofferto le pene dell’inferno”.

La Liberatore ricorda che “nella zona delle case popolari di Arischia i cani e i gatti sono da sempre accuditi dalla gente che costruisce loro delle cucce e gli dà da mangiare e non si era mai e poi mai verificato neanche il solo accenno di un tale atto di violenza”.

Inoltre, ammette, “ho la nettissima impressione che l’uccisione del mio cane riguardi una specie di ‘avvertimento’ a me rivolto a causa di una serie di indagini giornalistiche che stavo conducendo e per le quali ho dovuto fermare ogni tipo di attività per una serie di accadimenti avvenuti negli ultimi giorni”.

“Ciao amore mio… vola felice e libero nel vento senza tempo”, conclude rivolta al suo cane.