Si è svolta questa mattina a l’Aquila, di fronte ad un nutrito gruppo di militanti, la 19esima commemorazione di Karl Heinrich Ulrichs, uno fra i primissimi militanti del movimento di liberazione omosessuale della storia.
Ulrichs scrisse numerosi testi scientifici sull’omosessualità nei quali spiegava l’amore omosessuale come naturale e biologico riassumendolo nella frase latina “anima muliebris virili corpore inclusa” (una psiche femminile in un corpo maschile). Ulrichs coniò per primo alcuni termini per descrivere i differenti orientamenti sessuali come Urning (gay), Urninds (lesbica), Uranodionings (bisessuale) e Zwitter (ermafrodito)..
Nel 1864 i suoi libri vennero confiscati e vietati dalla polizia della Sassonia; successivamente lo stesso accadde a Berlino e i suoi scritti vennero vietati in tutta la Prussia.
Alcuni di questi scritti sono stati recentemente ritrovati presso gli archivi di stato prussiano e sono stati pubblicati nel 2004. Molti altri importanti scritti di Ulrichs sono ancora in commercio e pubblicati sia in lingua tedesca sia in traduzione.
Nel 1879 Ulrichs pubblicò il dodicesimo (ed ultimo) libro: L’amore sessuale tra uomini come enigma della natura. Sofferente di salute e credendo di aver fatto tutto il possibile in Germania, si autoesiliò in Italia dove, dopo diversi anni di pellegrinaggio per tutta la penisola, si stabilì, ospite del latinista marchese Nicolò Persichetti, a L’Aquila, dove la sua salute migliorò.
Il Comune di l’Aquila ha dedicato un piazzale a Ulrichs nel gennaio scorso.
Erano presenti alla cerimonia Massimo Consoli, scopritore della tomba di Ulrichs, l’onorevole Franco Grillini, Antonio di Giandomenico, assessore comunale, Daniele Priori di Gaylib, Paolo Sordini del Gruppo Pesce e numerosi militanti aquilani di Gaya.





