L’AQUILA – I ragazzi dell’Istituto d’istruzione superiore Elena di Savoia e Luigi Rendina-Itas Itc hanno incontrato lunedì mattina il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, e gli assessori all’Edilizia scolastica Mauro Fattore e alla Viabilità Guido Liris.

La delegazione studentesca, composta da alunni e alunne di quarto e quinto anno, ha chiesto spiegazioni agli esponenti istituzionali riguardo quelle che saranno le sorti del proprio istituto in seguito alla nuova riforma scolastica.

In base alle previsioni del decreto legge Aprea (intitolato “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”) il “Savoia-Rendina” infatti dovrebbe chiudere, dato il suo carattere di istituto sperimentale.

Dopo aver occupato in segno di protesta, per ben sei giorni, da lunedì 8 ottobre a sabato 13, il Musp che ospita la scuola, i ragazzi sono riusciti ad avere qualche risposta da chi di dovere.

Dall’incontro nelle sale della Provincia pare infatti che una parte dell’istituto verrà assimilata dall’Itis, spostandosi fisicamente all’ultimo piano delle industriali; l’altra sarà accorpata all’Alberghiero e verrà situata in un porticato adiacente al liceo Scientifico.

Così almeno, da quanto si è appreso, hanno detto i tre esponenti della Provincia.

Nel frattempo gli alunni dell’Itas-Itc, per non lasciarsi cogliere alla sprovvista dalle nuove normative, hanno organizzato corsi pomeridiani autogestiti d’informazione sul decreto Aprea, col permesso di preside e delle forze dell’ordine.

Già iniziate lunedì, queste “lezioni” continueranno a essere sostenute, esclusivamente dagli studenti, fino a sabato 20.