L’AQUILA – “Ci sono ancora aree di disagio e di criticità, come il padiglione del G8, un container, che accoglie diversi pazienti, o l’area di Anatomia patologica e della farmacia che dovranno essere trasferite nelle strutture murarie. Ci auguriamo che questo avvenga nei prossimi mesi. Questo polo di eccellenza va restituito al più presto alla cittadinanza”.

Non lancia gridi di allarme il presidente della Commissione speciale di inchiesta sul Sistema sanitario nazionale del Senato, Ignazio Marino (Pd), che oggi, in compagnia del suo vice, Alfonso Mascitelli (Idv), è passato all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, ancora pieno di cerotti dovuti al sisma del 6 aprile del 2009, per un’ispezione ufficiale. Nessun grido d’allarme, ma un mix di certezze e aspettative per l’ospedale del capoluogo abruzzese.

Un lungo giro di controllo della struttura ospedaliera è stato effettuato questa mattina da Marino e Mascitelli insieme al manager della Asl numero 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, accompagnati dal personale medico e fino a a un certo punto anche i giornalisti presenti, tenuti per larghi tratti fuori dell’ispezione che Marino e gli altri hanno preteso, non senza qualche protesta, che fosse privata.

Inevitabili le domande dei giornalisti sulla questione dell’uso dei 47 milioni di euro dei fondi dell’assicurazione sull’ospedale danneggiato dal sisma.

“Non ne abbiamo discusso”, ha risposto Marino.

“In vista dell’audizione privata in commissione di oggi con il manager Silveri – ha aggiunto – valuteremo il cronoprogramma che lui stesso ha presentato, nel quale indica che nei prossimi mesi i trasferimenti delle aree critiche saranno completati nelle nuove strutture. Se questo si verificherà, potremo considerare concluso un percorso inziato drammaticamente tre anni fa”.

“Marino ha visto ciò che abbiamo realizzato fino ad oggi – ha dichiarato Silveri – entro la fine di aprile sarà pronta entro la fine di marzo, il reparto di Anatomia patologica entro la fine di aprile. Per dicembre sarà completato l’edificio delle chirurgie. Gli spazi saranno assolutamente confortevoli, anche se non definitivi. Immaginiamo di portare qui, sempre entro la fine dell’anno – ha aggiunto – gli altri servizi che abbiamo sul territorio, come il distretto sanitario, medicina legale e veterinaria. Siamo verso la fine dell’emergenza”.

“In audizione risponderemo anche sul piano finanziario – ha poi affermato il manager – oggi, invece, non abbiamo discusso del problema delle liste d’attesa. L’uso dei 47 milioni di rimborso dell’assicurazione? Quando li abbiamo ricevuti, li abbiamo messi in bilancio. Si doveva scegliere se vincolarli per la ricostruzione dell’ospedale, oppure lasciarli a disposizione per le spese correnti della Asl, opzione quest’ultima che poi abbiamo in effetti scelto. L’azienza, in questo modo, ha potuto chiudere il bilancio con 3 milioni di buco invece di 50 milioni”.

Secondo quanto si è appreso, la Commissione nelle persone del presidente e di alcuni componenti è rimasta imbarazzata per il comunicato stampa di ieri di presentazione della visita, in cui il vice presidente, l’abruzzese Alfonso Mascitelli, ha fornito le risultanze ancora prima che l’ispezione stessa ci fosse. Una mossa che qualcuno ha interpretato essere di stampo elettoralistico.