L’AQUILA – “È singolare che, nello stesso giorno, mentre la procura dell’Aquila teneva una conferenza stampa sul sequestro dei balconi del progetto C.a.s.e., abbiamo visto scivolare al 2015 un’udienza sugli isolatori sismici sempre del C.a.s.e. e siamo costretti a lottare con i difetti di notifica per un procedimento del 2009 a rischio prescrizione”.
Ha provocato notevole malumore, come si evince dalle parole dell’avvocato di parte civile Lorenzo Cappa, lo slittamento al 2015 del processo sugli isolatori sismici malfatti, al punto da spezzarsi in alcuni casi se sottoposti a test in laboratorio, le “molle” installate sotto le palazzine degli alloggi costruiti dopo il 6 aprile 2009.
Dopo questo rinvio per vizi di notifica ai due imputati, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa, il processo di primo grado, celebrato dal giudice Giuseppe Grieco, comincerà infatti solo il 3 febbraio 2015, a quasi 6 anni dal terremoto.
Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Fabio Picuti, la Alga spa ha fornito 4.896 dei circa 7.300 isolatori complessivi, e li ha consegnati privi dei certificati di omologazione e qualificazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere.
Secondo gli esperti, inoltre, serie anomalie riguardano circa 200 isolatori forniti dall’Alga. Uno di questi durante i test si è anche rotto.
La disciplina prevede che il reato si prescriva entro un termine pari alla pena massima stabilita per il fatto, 5 anni nel caso dell’accusa di frode nelle pubbliche forniture di questo processo, ma sono comunque stabiliti termini minimi, in particolare almeno 6 anni per i delitti, come in questo caso.
Possibili “eventi interruttivi” potranno portare a un massimo allungamento a 7 anni e 6 mesi: di conseguenza, per scongiurare la prescrizione del processo isolatori, bisognerebbe chiudere il primo grado, l’eventuale Appello e il successivo giudizio di legittimità in Cassazione grossomodo entro la fine del 2016.
Ma per quella data sarà già tanto se l’attuale giudice sarà riuscito a emettere la sentenza di primo grado, di qui il nervosismo delle parti civili come il Comitato 3e32, rappresentato dall’avvocato Cappa.
“Manca un po’ di tempo alla prescrizione, ma visto che deve ancora cominciare il processo di primo grado il rischio c’è – commenta – Speriamo ci sia un po’ di sollecitudine e attenzione sulle notifiche in occasione della prossima udienza”.
Per questo processo il giudice Giuseppe Romano Gargarella ha condannato con il rito abbreviato con le stesse accuse a 1 anno di reclusione Mauro Dolce, già responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., che ora andrà in Appello.
Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32, nella quale, secondo il tribunale, furono date false rassicurazioni agli aquilani, sottovalutando il rischio sismico. L’Appello di questo maxi processo è previsto tra una settimana.
L’inchiesta giudiziaria sugli isolatori è nata da un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata “A prova di sisma”.
La procura ha preso di petto questa vicenda, tanto che l’allora procuratore Alfredo Rossini, successivamente scomparso, dichiarò lapidario: “Chi guadagna e basta va in galera”.




