L’AQUILA – La vicenda del gruppo Menarini, con uno stabilimento con sede all’Aquila, è stato al centro di un incontro che si è svolto oggi al ministero dello Sviluppo economico al quale erano presenti il sottosegretario Claudio De Vincenti, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il sindacato nazionale e locale e il deputato del Partito democratico Giovanni Lolli.

“L’azienda – riferisce Lolli – ha confermato che per effetto del provvedimento contenuto nella ‘spending review’ e cioè l’obbligo per il medico di prescrivere il principio attivo, c’è stato un calo di mercato a sfavore dei generici che produrrà inevitabilmente riduzioni occupazionali”

“Il governo ha illustrato l’emendamento contenuto nel decreto Sviluppo, approvato questa mattina in Senato, che modifica tale norma e ne attenua gli effetti sul mercato – prosegue – È stato chiesto a Menarini di soprassedere sui tagli occupazionali in attesa di verificare gli effetti di questa nuova norma, cosa che potrà essere fatta nel giro di alcuni mesi. Nel frattempo il governo ha invitato Menarini a partecipare al tavolo sulla industria farmaceutica che sta operando per affrontare il complesso dei problemi che riguardano il settore”.

“Abbiamo, dunque, di fronte a noi tre mesi nei quali all’Aquila dovremo attivarci, anche autonomamente rispetto ai tavoli nazionali, anche perché il nostro è un problema specifico, infatti, la stragrande maggioranza dei posti oggi a rischio in Menarini riguarda la rete degli informatori farmaceutici mentre sul nostro territorio noi abbiamo il problema, ovviamente assai diverso, di una azienda manifatturiera”, spiega il deputato.

“Per questo ho già ascoltato il sindaco dell’Aquila affinché convochi un tavolo con le altre istituzioni, la Menarini e i sindacati dove valutare iniziative specifiche da prendere nel nostro territorio – conclude Lolli – il tempo è poco e il problema è d’importanza capitale per il nostro futuro”.

CHIODI: “SCONGIURARE PESANTI RICADUTE”

“Alla luce della modifica introdotta, d’accordo con l’azienda, abbiamo deciso di aprire un nuovo confronto nel mese di marzo allorquando avremo i dati degli effetti sul fatturato con l’attuazione della nuova normativa. Occorre scongiurare, assolutamente un ridimensionamento del comparto e le pesanti ripercussioni per il polo aquilano sull’occupazione ma anche sul piano della ricerca e dell’innovazione”.

Sono parole del presidente della Regione, Gianni Chiodi che, oggi a Roma, ha partecipato all’incontro al ministero per lo Sviluppo economico anche per la vertenza del polo farmaceutico Menarini.

“Nelle ricette farmaceutiche il medico non sarà più obbligato a scrivere solo il principio attivo e potrà decidere di indicare il nome specifico di un medicinale. Lo stabilisce un emendamento al decreto Sviluppo approvato in Senato che cambia le norme sul principio attivo introdotte con la legge sulla ‘spending review’. L’obbligo ai medici di indicare nella ricetta non più il nome del farmaco, ma il solo principio attivo, infatti, colpiva il prodotto italiano di marca e penalizzava di conseguenza il polo aquilano oltre a mettere in ginocchio l’intero settore”.

“Oggi nel tavolo di confronto con il Mise – ha aggiunto Chiodi – abbiamo spiegato come le preoccupazioni espresse sul futuro dell’azienda e dell’industria farmaceutica italiana in generale restino comunque fondate e a primavera sarà possibile tracciare un quadro più preciso analizzando i termini di produzione, fatturato e ordini”.