L’AQUILA – Un segnale di riscossa e di rinascita. È quello che lanciano alla città i fratelli Scimia, imprenditori aquilani, titolari della rivendita di materiali edili “Coedil 99” che donerà all’amministrazione 200 piante di abete provenienti dall’Austria che verranno utilizzate per il rimboschimento della pineta di Roio, devastata da un incendio nell’agosto scorso.
Il prossimo 11 novembre si svolgerà la manifestazione durante la quale i piccoli arbusti verranno ricollocati sulla montagna tanto cara agli aquilani.
“Penso sia un bel gesto per la città, di speranza ed educazione civica soprattutto. Con il Comune tramite l’assessore Alfredo Moroni, che si è subito mostrato entusiasta del progetto, gruppi scout e volontari ripianteremo le piantine di abete lì dove la furia delle fiamme ha distrutto tutto”, spiega Lamberto Scimia che aggiunge “serve ottimismo per affrontare il futuro”.
La cerimonia ufficiale di consegna all’Amministrazione avverrà il prossimo 25 ottobre, in occasione dell’inaugurazione di una nuova unità industriale per la realizzazione di strutture e case in legno di nuova tecnologia,ultimo tassello del processo innovativo della azienda cominciato nel 2001 con il nuovo insediamento di Poggio Picenze (L’Aquila).
L’imprenditore ci spiega come l’investimento effettuato per l’allestimento del capannone per la rivendita di legno sia stato spinto non solo dal fatto che “si tratta di un materiale molto più richiesto che nel passato, che avrà uno sviluppo e una diffusione a prescindere dall’opera di ricostruzione post sisma” ma anche perchè “bisogna credere in questa città e in questo territorio e nella grande risorsa di professionalità delle maestranze del nostro territorio”.
“In azienda lavorano circa 35 ragazzi,e altri ne saranno assunti con la nuova unità produttiva ,che sono e saranno in futuro la spinta propulsiva e il motore della nostra azienda,perché un imprenditore può essere bravo quanto vuole ma non può realizzare i suoi obiettivi senza gente capace intorno”.
“Siamo un’azienda aquilana – aggiunge – abbiamo il dovere morale di tentare ogni strada per provare a ripartire e farla ripartire. Nonostante il pessimismo che regna per i ritardi nella ricostruzione e la crisi ,senza investimenti, si spegne ogni opportunità di rinascita. Siamo tutti in attesa di norme chiare e definitive per poter operare, ma non dobbiamo piangerci troppo addosso, noi imprenditori”.
Oltre ai problemi del post terremoto, però, c’è da fare i conti con i problemi legati alla crisi nazionale ed internazionale dei mercati e delle economie cosiddette ‘reali’.
“Come tutte le cose anche questa crisi sarà ciclica, e finirà. – conclude Scimia – I segnali di ripresa ci saranno. Forse tra sei mesi, forse tra un anno. L’importante è non farsi trovare impreparati quando questi arriveranno”. Giorgio Alessandri




