L’AQUILA – Posata la prima pietra del nuovo Palasport dell’Aquila in località Centi Colella, donato dal governo giapponese, è lecito porsi un interrogativo: chi gestirà queste e altre grandi strutture sportive in via di realizzazione, e di ricostruzione nel capoluogo?
Il sindaco, Massimo Cialente, non ha dubbi, il modello (ambizioso) da adottare è più o meno quello dello Juventus Stadium, che garantisce incassi d’oro alla società bianconera, che ne è proprietaria e lo gestisce in esclusiva.
“Anche in questa città – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco, peraltro interista – gli impianti sportivi vanno gestiti dalle società che fanno sport. Il Comune può non guadagnarci un euro, come conferma una sentenza della Corte dei Conti, anche perché va tenuto conto dell’utilità sociale, per esempio i tanti ragazzi che hanno la possibilità di fare attività sportiva”.
“L‘importante è che il Comune non ci rimetta, e che i costi di gestione siano a carico delle società sportive – prosegue – che devono avere, però, ampi margini di manovra per far fruttare la struttura a loro affidata, ingegnandosi a moltiplicare in quantità e qualità le loro attività”.
Un esempio viene dallo storico stadio Tommaso Fattori, dove ancora oggi si disputano i campionati di calcio e di rugby.
La proprietà è del Comune, che deve sborsare 250 mila euro l’anno per manutenzioni ordinarie e straordinarie. Nella visione di Cialente anche il Fattori in futuro potrebbe essere affidato alle società sportive, in particolare all’Aquila Rugby. Idem per le altre strutture che prima o poi saranno finalmente disponibili.
Altro esempio lo storico palazzetto, vicino allo stadio Fattori, che in realtà altro non è che una pista di pattinaggio coperta, un impianto all’avanguardia europea quando venne costruito decenni fa.
Avrà una capienza da 500 posti, alle porte del centro storico, e nei piani futuri lo sport in esso più praticato sarà proprio il pattinaggio, che nella storia ha regalato in questa città campioni mondiali ed europei.
I lavori sono in corso, e sarà pronto in tempo utile per ospitare, nel giugno 2015, assieme all’adiacente Circolo tennis, il grande convegno all’associazione italiana ingegneria sismica Anidis di cui questo giornale ha già dato conto.
“In questo caso – spiega Cialente – a gestirlo potrebbero essere le società sportive di pattinaggio. Mi rendo conto che non è uno sport ricco, ma proprio per questo nei lavori è prevista un’ottimale coibentazione che abbatterà i costi energetici e di riscaldamento, che rappresentano il grosso delle spese di gestione”.
Stesso discorso per il “Pala Giappone”, ancora alla ricerca di un nome, con i suoi 1.000 posti a sedere, e qui a essere coinvolte, seguendo il ragionamento del primo cittadino, dovrebbero essere in primis le società sportive di basket e volley, di calcio a 5, e tutte le altre realtà impreditoriali, anche non sportive, che avranno interesse a mettere a frutto gli spazi polivalenti della struttura.
Meno problematico, almeno sulla carta, potrebbe essere l’affidamento del nuovo stadio Acqua Santa, pure questo senza nome nonostante una vecchia delibera lo intitolasse al Gran Sasso, destinato all’Aquila Calcio.
I lavori, che si trascinano da anni, hanno subito l’ennesimo stop a causa di una guerra di carte bollate tra le ditte che si contendono il ricco appalto e difficilmente potranno ripartire entro il 2014.
In prospettiva, però, la società rossoblù, composta da costruttori, è molto interessata a gestire in prima persona lo stadio, per farlo fruttare economicamente, con gli spazi pubblicitari in esclusiva, la possibilità di gestire anche attività di ristorazione e attività commerciali, l’organizzazione di eventi e iniziative di vario genere.
Ospiterà eventi sportivi anche il Teatro tenda del Centro polifunzionale di Paganica, altra storica incompiuta, realizzata negli anni Novanta con svariati milioni di euro e poi abbandonata a se stessa.
Paradossalmente ci è voluto il terremoto del 6 aprile 2009 per ridare futuro a uno spazio capace di ospitare 1.500 spettatori, grazie ai lavori che partiranno a breve e finanziati dai 2 milioni di euro donati nel post sisma dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.
La struttura, nei progetti preliminari, disporrà anche di un ristorante, e potrà trasformarsi in un palazzetto dello sport grazie alle poltroncine removibili.
“Questo centro polivalente – si entusiasma il sindaco – lo immagino come un centro fieristico, un centro congressi, un teatro, uno spazio dove fare grandi concerti, un luogo di aggregazione nella parte Est del Comune pensato sopratutto per i giovani”.
Più o meno che quello che vent’anni fa dissero gli amministratori pubblici in occasione della posa della prima pietra. Poi però, terminati i lavori, il centro polivalente non volle accollarselo nessuno, perché troppo costoso da gestire, e da completare al fine di renderlo davvero polifunzionale.
Non resta dunque sperare che la storia non si ripeta, né nella forma di tragedia, né in quella di farsa.






