L’AQUILA – “Noi dell’Archeoclub ci stiamo occupando da tempo della questione della valorizzazione delle antiche mura civiche della città. Riteniamo che siano a tutti gli effetti patrimonio storico e fondativo dell’intera comunità aquilana”.

Queste le parole di Maria Rita Acone, presidente dell’Archeoclub dell’Aquila, dopo il rinvenimento negli scavi di Porta Barete, all’Aquila, di un leone di epoca romana, avvenuto venerdì scorso durante i lavori di realizzazione della viabilità a servizio della zona Ovest della città, e dopo la scoperta di due giorni fa, nel corso dei lavori diretti dalla Soprintendenza archeologica, di un tratto di cinta muraria che potrebbe rappresentare una porzione dell’antica struttura che in passato aveva la funzione di collegamento tra l’attuale zona della stazione e il centro. Senza dimenticare il ritrovamento relativo a un tratto pavimentato della stessa porta murata, avvenuto a metà gennaio.

Tra gli scopi dell’Archeoclub, quindi, figurerà anche e soprattutto quello volto riscoprire la storia dell’Aquila proprio a partire dalla rivalutazione delle radici culturalmente più antiche di cui, le stesse mura rappresentano una porzione fondamentale.

“La cinta muraria – spiega la Acone – rappresenta un monumento che va riscoperto, non solo perché simbolo di collegamento e divisione con la città storica, ma anche e soprattutto perchè elemento identitario di importanza essenziale”.

Non a caso, soprattutto nel corso degli ultimi anni, molte sono state le iniziative dell’associazione in questo senso.

“Già nel 2011 – racconta – le nostre proposte in questa direzione si sono intensificate. Nel 2012, poi, è stata anche organizzata una conferenza specifica sul tema che, qualche tempo dopo, è stata completata mediante una passeggiata organizzata proprio lungo la stessa cinta muraria”.

Con le recenti scoperte, però, sembra che tali intenti possano realmente dotarsi di basi concrete. Solo qualche giorno fa, infatti, nel corso dei lavori diretti dalla Soprintendenza archeologica, è venuta alla luce una porzione di cinta muraria risalente al 1200. Lo stesso ritrovamento del leone, seppur dalla provenienza e dalle caratteristiche ancora incerte, è inoltre decisamente indicativo in questo senso, in quanto permette di confermare una preesistenza di epoca romana nella città.

“Da quanto ho appreso dai media – conclude la Acone – la scultura sembra risalire di epoca romana. In realtà ancora non si hanno notizie certe sulla sua provenienza ma, essendo stato ritrovato nei pressi dell’ingresso ovest della città e, quindi, nella zona amiternina, potrebbe benissimo avere un legame anche con le colonne di epoca romana della chiesa di San Domenico”.