L’AQUILA – Il “tesoro di Poggio Picenze” è in mostra da stamattina nella sede della Banca D’Italia dell’Aquila.
L’esposizione di ottantadue monete coniate tra il III e il I secolo avanti Cristo, è stata inaugurata dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Valeria Sannucci, il direttore della sede aquilana Antonio Carruba e il sidanco di Poggio Picenze, Antonello Gialloreto.
Le quattrocento monete d’argento che sono esposte a Chieti e sulle quali sono rappresentati i simboli della vita dell’antico mondo greco furono trovate nel 1953 da Emidio Biordi, scalpellino di Poggio Picenze, in una cava nei pressi del comune aquilano.
Il tesoretto fu sotterrato nell’80 aC ed è probabile che fosse di proprietà di militari che parteciparono alle campagne belliche condotte in Grecia da Silla contro Mitridate VI.
“Siamo onorati di poter mettere a disposizione dei visitatori questi tesori – ha affermato la Sannucci – Questa mostra rientra in una tradizione che si è instaurata già da parecchio tempo tra Soprintendenza che mette a disposizione le opere d’arte e Banca D’Italia. Per noi è importante aprire le filiali ai cittadini, soprattutto da quando per motivi legati alla domanda dei nostri servizi abbiamo dovuto rivedere l’articolazione della rete territoriale. Per noi è importante aprirci piu possibile alle comunità locali per fra capire che la presenza rimane forte sul territorio, anche laddove abbiamo dovuto fare scelte di razionalizzazione”.
L’organizzazione della mostra è stata possibile grazie alla collaborazione tra Banca d’Italia e la Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo che ha disposto il prestito delle monete.
“La mostra è inserita nell’ambito del programma di educazione finanziaria che la banca sta facendo che ha coinvolto tra operatori delle forze dell’ordine e studenti oltre mille persone – ha detto Carruba – Abbiamo voluto ospitare una parte di questo tesoro e mostrarlo alla città perché abbiamo intenzione di aprirci sempre di più al territorio. Un’attività, questa, che stiamo facendo già da molto tempo con l’educazione finanziaria”.
“Conoscevo personalmente lo scalpellino che le ha trovate – ha raccontato il sindaco Gialloreto – La mia e la sua abitazione sono divise da una strada e ricordo come riusciva a tirare fuori delle opere d’arte dai pezzi di pietra. Mi raccontò personalmente del giorno in cui trovò il tesoretto e oggi sono felice di poter essere qui e di vedere esposte le monete nella sede della Banca d’Italia che ringrazio”.






