L’AQUILA – “La sfida per il futuro sarà il ritorno al passato”, per lo storico ristorante Elodia a Camarda (L’Aquila) che ripartirà con l’attività a sette anni dal terremoto, nei locali che l’hanno ospitata per quasi mezzo secolo.
Il ristorante, aperto 42 anni fa sotto casa della signora Elodia, è stato chiuso per i danni causati dal terremoto.
Dal 2003 la storica attività è stata affiancata dal ristorante Elodia nel parco che ospita cerimonie ed eventi, anch’esso danneggiato dal sisma.
Subito dopo il 6 aprile 2009, i tre fratelli Antonello, e le chef Nadia e Wilma Moscardi, figli di Elodia, che negli anni hanno gestito l’attività di famiglia, non si sono persi d’animo ristrutturando in tempi record il locale che ospita Elodia nel parco e tornando subito a lavoro.
I fratelli hanno voluto però raddoppiare e riappropriarsi delle proprie origini, riprendo anche lo storico ristorante che si chiamerà Casa Elodia.
“Manterremo anche Elodia nel Parco e terremo tutt’e due le attività – afferma Antonello Moscardi, che è anche presidente regionale della Fondazione italiana sommelier – Le mie due sorelle si divideranno e cucineranno per entrambi i ristoranti. Per noi è una gioia e un onore poter tornare lì dove è nato tutto”.
La cucina di casa Elodia, famosa nell’aquilano per il pollo alla cacciatora e gli straccetti al capriccio di bosco, riproporrà piatti della tradizione e piatti rivisitati in chiave più attuale, come spiega Moscardi: “Nadia che è la sorella più giovane propone una cucina tradizionale, ma rivisitata in chiave più moderna, Wilma invece propone piatti più classici”.
Ampia e ricercata anche la carta dei vini, che sarà studiata personalmente da Moscardi.
“Mi piacerebbe proporre vini abruzzesi per il 90 per cento, lasciando spazio anche a quelli nazionali e internazionali – spiega – In questi ultimi anni la scelta in regione si è ampliata e differenziata rispetto al passato”.
L’inaugurazione del locale è prevista per la fine di settembre, ma la data è ancora da definire.
“Siamo in dirittura d’arrivo e siamo molto entusiasti – conclude – Abbiamo capito che le persone all’Aquila hanno bisogno di ritrovare il passato. Solo così si può puntare al futuro”.



