L’AQUILA – “È bloccato il Genio civile della Provincia dell’Aquila”.
A denunciarlo una serie di imprenditori aquilani che segnalano, in particolare, l’impossibilità di lavorare pratiche di nuova edilizia, non legata, quindi, alla ricostruzione post-sisma.
Il presidente, Antonio De Crescentiis, dopo aver appreso questi fatti da AbruzzoWeb, promette di indagare “per verificare il problema e risolverlo”.
Il Genio è fermo soprattutto per il mancato adempimento della riforma varata dalla Regione Abruzzo che, adeguandosi a una normativa nazionale, trasforma questo ente da un regime di semplice deposito delle pratiche a uno autorizzativo.
In sostanza, fino a oggi al Genio si ricevevano le pratiche, si verificavano congruità e completezza degli atti sul piano normativo e quindi si rilasciava un protocollo di avvenuto deposito.
Da adesso in poi, in molti casi dovrà esprimere anche un’autorizzazione, con un filtro, quindi, più severo.
Il Consiglio regionale ha varato i regolamenti, ma mancano degli allegati decisivi e questo impedisce ai 40 lavoratori di poter lavorare a pieno regime.
Inoltre c’è il nuovo ruolo della Provincia che è ancora vago: alla luce della riforma Delrio, infatti, le competenze ancora non vengono “spartite” con la Regione anche se la bozza di legge è già pronta.
Quando ci sarà copertura finanziaria opportuna, sotto l’egida regionale dovrebbe finire un pacchetto composto da Genio, settore Formazione e ufficio utenti motori agricoli (Uma) per un totale di 120 dipendenti.




