L’AQUILA – Il giorno dopo le primarie per la scelta del candidato sindaco alle elezioni amministrative dell’Aquila, che hanno visto il confronto tra il sindaco uscente, Massimo Cialente, e il suo sfidante sconfitto, il primario Vittorio Festuccia, arrivano i commenti delle due forze di sinistra che hanno sostenuto lo sconfitto: Rifondazione comunista e Sinistra, ecologia e libertà. 

PRC: “PRIMARIE NON RISOLVONO I PROBLEMI”

L’affermazione di Cialente nelle primarie di una parte del centrosinistra è un risultato prevedibile vista la sproporzione delle forze in campo. Vittorio Festuccia, indipendente, era infatti ufficialmente sostenuto solo da Sel con l’appoggio esterno di Rifondazione comunista, che non ha sottoscritto il patto di coalizione per le primarie. In tal senso il 30 per cento riportato da Festuccia va molto al di là della forza esprimibile da SeL e Rifondazione.

L’affermazione di Cialente appare netta solo senza considerare alcuni aspetti che meritano un giudizio più articolato su queste primarie.

Il primo è che queste primarie non risolvono i problemi in merito ai programmi e alla composizione dell’eventuale coalizione di centrosinistra. L’Italia dei valori è al momento fuori dalla coalizione, Rifondazione comunista sul merito dei programmi ha sollevato questioni su cui Cialente non ha dato ancora risposta. Il nostro appoggio esterno a Festuccia è stato infatti motivato dalla disponibilità dello stesso a portare dentro il dibattito i contenuti da noi proposti.

Con soli due candidati, le primarie non hanno saputo coinvolgere movimenti e comitati che potevano arricchire il confronto; una critica che fin dall’inizio Rifondazione comunista ha posto e a cui il Pd ha risposto blindandosi attorno alla candidatura di Massimo Cialente, favorendo una sterile collocazione antipartitica di alcune liste civiche.

Riguardo la partecipazione al voto, Cialente ha ottenuto circa 600 voti in più rispetto ai 2.900 che lo avevano visto vincitore cinque anni prima, quando era il candidato dei soli Ds. La sensazione è quella di primarie un po’ asfittiche e concentrate più sulla figura del sindaco in carica che sulla partecipazione ai programmi, quindi una personalizzazione che occulta i problemi.

Ci auguriamo che dopo queste primarie si possa finalmente discutere del merito dei programmi, rintracciando in essi l’unica strada che possa unire il centrosinistra per battere una destra, che nello specifico aquilano ha dimostrato tutta la sua subalternità al modello predatorio e spettacolare berlusconiano.

SEL: “DA OGGI IMPEGNATI PER VITTORIA CENTROSINISTRA”

Le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco dell’Aquila hanno visto una grande partecipazione grazie anche alla determinazione di Sel a percorrere la strada della democrazia e dell’unità del centrosinistra e alla generosità di Vittorio Festuccia che ha deciso di dare voce a chi in questi anni non ha condiviso l’operato dell’amministrazione ma non vuole rinunciare all’idea che dal confronto di diverse visioni della realtà possa nascere una sintesi più capace di interpretare i bisogni dei cittadini.

Da questa esperienza deve nascere una fase nuova della politica del centrosinistra all’Aquila e non, come molti oggi sostengono, una continuità con il passato, perché sarà difficile vincere la partita decisiva delle elezioni di maggio se non proviamo a ricostruire la frammentazione del mondo progressista della città.

Noi ci impegneremo per questo obiettivo e sosterremo con lealtà gli impegni presi unitariamente nel Manifesto per le primarie e in particolare: la fine dei commissariamenti con il ripristino dei poteri ordinari alle istituzioni; una strumentazione urbanistica ispirata ai principi della ‘crescita zero’ del consumo di suolo e di territorio e la rivalorizzazione dei centri storici; un piano organico per la buona occupazione; esercizio di pratiche di democrazia deliberativa; la centralità e la difesa dei beni comuni; la sostenibilità sociale e ambientale della ricostruzione; L’Aquila occasione di crescita e sviluppo per l’Abruzzo e l’Italia.