L’AQUILA – “Con Cialente non ci siamo sentiti, credo toccasse a lui farmi una telefonata. Non c’è nulla di nuovo: rientra nel suo stile. Lui non ha tempo per le persone comuni”.

All’indomani della sconfitta contro il sindaco uscente dell’Aquila, Massimo Cialente, alle primarie del centrosinistra , Vittorio Festuccia si dice “sereno e tranquillo”, ma non risparmia frecciate al suo avversario.

Il primario di Medicina dell’ospedale dell’Aquila, candidato da Sinistra ecologia e libertà e sostenuto anche da Rifondazione comunista si disce “dispiaciuto”, ma comunque “soddisfatto del bellissimo percorso fatto e del discreto successo in termini di consenso”, anche se non è stato sufficiente a fargli superare “l’apparato del Partito democratico”.

“Il popolo di sinistra mi ha dato tante attestazioni di stima e incoraggiamenti – sottolinea Festuccia – ma di fronte a un elettorato ‘catechizzato’ dove la vecchietta di 90 anni viene accompagnata all’urna dalla badante che mette la croce al suo posto, la mia rappresentava un’impresa”.

A Cialente rimprovera soprattutto “la campagna mediatica di annunci e di sovraesposizione che ha caratterizzato gli ultimi giorni prima del voto”, una scelta “legittima ma non condivisibile”.

L’amarezza principale, però, traspare quando si parla della lotta senza esclusione di colpi fatta anche dagli alleati di Cialente. “Ho ricevuto attacchi pesanti, volgari e gratuiti – spiega Festuccia – anche sulla mia bacheca di Facebook, se fossi stato indicato come candidato sindaco avrei avuto difficoltà a trattare con questa gente”.

Per il prossimo futuro, il primario piazza molti “se” sulla strada che conduce alle amministrative: “bisogna verificare se Cialente inseguirà di più il voto centrista o se sceglierà di guardare a sinistra”.

“La mia candidatura con la lista di Sel? È presto per dirlo, devo verificare se ci sono le condizioni – annuncia – Io resto coerentemente con il centrosinistra ma non so se chi ha votato me alle primarie sosterrà comunque il sindaco”.

Per Festuccia, comunque, quella del 6 e 7 maggio “sarà una bella sfida”, quando Cialente si misurerà con il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, con il vincitore delle primarie del centrodestra (l’urbanista Pierluigi Properzi o il segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo), il capogruppo dell’Italia dei valori, Angelo Mancini, più le espressioni del civismo cittadino: Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) ed Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila), tutte figure che hanno già ufficiliazzato la loro discesa in campo.

“De Matteis ha dietro le spalle un sistema più forte, di Properzi posso dire che bisogna vedere se sfonderà nella parte di società aquilana che vota centrodestra”, è l’analisi politica.

Alla domande se Cialente, nonostante le asprezze di questi giorni, per Festuccia sia migliore di tutti loro, la risposta è sibillina: “in senso generale credo di sì, nello specifico penso di no, lo vedo molto logorato, questo è uno dei motivi per cui mi sono proposto come alternativa”. (pi.bi.)