L’AQUILA – Le incertezze sui tempi della ricostruzione e del mega cantiere dei sottoservizi che presto si aprirà sull’asse centrale, non scoraggiano un manipolo di commercianti e artigiani coraggiosi pronti ad aprire su corso Vittorio Emanuele.
Sul “cardo” dell’Aquila, dove sono a buon punto i lavori di riparazione degli edifici, con tempi più o meno lunghi si apprestano ad aprire una serie di attività, tra novità e qualche ritorno da parte di esercenti che del centro storico sono stati protagonisti, fino al 6 aprile 2009.
È il caso, ad esempio, del fotografo Roberto Grillo, che probabilmente già ad aprile apre all’altezza di via Verdi, in un locale da poco restituito ai proprietari.
Il rientro delle attività in centro storico è parzialmente agevolato dal senso etico di alcuni proprietari immobiliari che per incentivare il ritorno alla vita del cuore pulsante della città stanno applicando costi di affitto che si aggirano intorno ai 15/16 euro al metro quadro, contro gli oltre 20 dai quali ancora non si allontanano altri affittuari, persino in aree meno centrali.
Nel primo tratto del corso, tra i Quattro Cantoni e la Fontana luminosa, lavori in corso per l’allestimento di una cornetteria e paninoteca, di una caffetteria e di un ristorante. Torna in centro storico anche l’Irish cafè, per anni nella vicina via Tempera. Il pub irlandese riaprirà all’angolo tra il corso e via Verdi, dove per una vita è stata la pelletteria Saracino. Ma per il palazzo, lo stesso che ospitava la sala Baiocco e storicamente l’albergo Italia, i tempi sono più lunghi.
Torna a casa anche il negozio di abbigliamento Manzi, che riapre nei locali di sua proprietà nel palazzo Di Paola.
Trattative in corso per i locali della profumeria Limoni: dove storicamente c’era la sala giochi Holiday potrebbe aprire una catena di ristorazione.
Torna a vivere entro l’estate anche la parte bassa di piazza Duomo: insieme al bar gelateria, riapre anche il tabaccaio. Poco più giù, nei locali di via Sassa che ospitarono La caffetteria, apre Sweet home.
È un fenomeno da registrare quello che vede aprire tutte, o quasi, attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche a causa proprio dell’alto costo degli affitti. Sono diversi, poi, anche i commercianti che non tornano in centro pur essendo proprietari dell’immobile e avendo, quindi, una percentuale di rischi ridotta rispetto agli altri.
“Il proprietario con cui sto trattando mi ha fatto una proposta al di sotto della media dei prezzi, tanto etica da permettermi di decidere di tornare in centro – dice a questo proposito Grillo, oggi delocalizzato nell’immediata periferia – ma lo faccio anche perché sono innamorato di questa città e spero che la mia presenza possa creare un piccolo polo di attrazione. Se non dovesse essere così tra un anno chiudo!”.
“Anche perché – ricorda Grillo – ad oggi ancora non c’è un centesimo di incentivi per chi decide di avventurarsi a riaprire in centro”.



