L’AQUILA – Il polo elettronico dell’Aquila, che negli anni ha dato lavoro a migliaia di aquilani, trasformato in nuova sede per gli uffici del Comune del capoluogo abruzzese.

È questa una delle ipotesi avanzata dall’amministrazione del sindaco Massimo Cialente nell’ambito della riorganizzazione generale delle sedi comunali.

Sono diversi gli edifici in cui in questi giorni i tecnici stanno effettuando sopralluoghi preliminari per la valutazione degli stabili.

Tra questi c’è l’edificio di proprietà della Intecs (ex Technolabs), all’interno del polo di Pile in cui si potrebbe spostare tutto ciò che oggi si trova a palazzo Del Tosto, in via Roma, di cui il Comune è affittuario.

L’assessore con delega al Patrimonio Lelio De Santis conferma che una delle priorità è andare via da lì.

“L’idea di base è riorganizzare gli affitti per una razionalizzazione dei costi- spiega ad AbruzzoWeb – a palazzo Del Tosto le spese sono elevate e poi c’è un contenzioso con la proprietà noto a tutti, quindi bisogna andare sicuramente via. La cosa più conveniente è spostarsi in sedi di proprietà del Comune. Adesso alcuni uffici verranno trasferiti da via Filomusi Guelfi a palazzo Fibbioni (in comodato d’uso gratuito, ndr) quindi si creerà spazio per accogliere qualche ufficio di via Roma”.

Ma si tratta di ipotesi, ancora nulla di concreto, come sottolinea a questo giornale la dirigente del settore ricostruzione pubblica e patrimonio del Comune Enrica De Paulis: “Siamo in una fase di istruttoria, stiamo valutando una serie di locali, di cui cinque risultanti da una manifestazione di interesse. Quello della Intecs, forse, non risponde pienamente alle nostre esigenze, ma ci sono ancora tante variabili da valutare, come i costi”, fa notare.

E sono stati proprio i costi elevati a far decidere alla Intecs di trasferire tutti i suoi uffici, con i 124 dipendenti, dallo stabile di cui è proprietario a un altro, sempre all’interno dell’area dove un tempo sorgeva l’Italtel.

Una decisione presa, secondo l’azienda, a causa delle tariffe della società Tecnopolo d’Abruzzo che si occupa della gestione del comprensorio, con costi che, come dichiarato dalle Rsu Intecs, sono aumentate del 50%, con una richiesta di 430 mila euro annui, a fronte dei 280 mila che l’Intecs ha pagato in passato.

Accuse a cui la stessa Tecnopolo ha risposto che se l’azienda “va maturando scelte alternative alla sua collocazione attuale, non può certo agire come sopra con attribuzione di responsabilità a terzi”.