L’AQUILA – “La parte aperta del centro storico dell’Aquila è sicura, punto e basta, ma parliamo delle zone verdi, non di tutto: le zone rosse, che la gente scavalcava violando le ordinanze, non sono sicure, ora le limiteremo con transenne più stabili e insuperabili, è già pronta la gara”.

A metterci la faccia, ammettendo che bisogna ovviare di corsa a un problema che è stato lasciato sul tavolo per anni dall’amministrazione comunale del capoluogo, è il capo del dipartimento Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Vittorio Fabrizi.

Un tecnico, che scioglie il disorientamento degli aquilani dopo la differenza di vedute tra il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, per il quale la situazione è sicura, e il prefetto, Francesco Alecci, che ha ravvisato una “pericolosità eccessiva”.

Il tema della sicurezza del centro si intreccia con la cancellazione degli eventi di spettacolo previsti nell’estate aquilana, Perdonanza Celestiniana e maratona Jazz per L’Aquila, quest’ultima spostata a Roma.

Una mossa decretata come rispetto per i lutti dopo il sisma del Centro Italia, ma anche consigliata sulla scorta delle problematiche di sicurezza e ordine pubblico, che ha suscitato l’effetto di svuotare la città di turisti e visitatori.

“Ricordo che nel 2009 la zona rossa era delimitata dall’intera cinta muraria, poi abbiamo riaperto via via pezzi sicuri al transito e questa attività è andata avanti anche in ragione dei molti cantieri partiti – ricorda Fabrizi – Le delimitazioni delle zone rosse sono un po’ precarie, facilmente removibili. Psicologicamente, l’effetto-sisma con il tempo si è attenuato e, nonostante fossero ben delimitate, moltissima gente ha cominciato a ignorarle, inoltre è aumentato nel tempo l’afflusso di gente al centro storico”.

Fabrizi ammette così che “questa situazione ha determinato una zona rossa mai cancellata, ma permeabile. Stiamo lavorando e siamo pronti a renderla nuovamente impermeabile con barriere difficilmente rimovibili e tenuto comunque conto che è sempre dinamica: man mano che avanzano i cantieri, che vanno considerati zona sicura – prosegue – con ordinanze sindacali modificheremo e sposteremo quei cancelli più stabili”.

Comunque anche il dirigente ripete il mantra dell’amministrazione: le manifestazioni culturali sono state cancellate solo per lutto, non per mancanza di sicurezza.

“Perdonanza e Jazz si potevano fare anche adesso, si è deciso di non farle per solidarietà e il messaggio deve essere chiarissimo – rimarca -. Si sarebbero potute fare con le debolezze degli accessi alle zone rosse, con tanta gente sarebbe stato più difficile controllare che non ci andasse nessuno. Questi eventi li rifaremo ancora, e in sicurezza, quando sarà passato questo momentaccio”.

“Mettiamo che stiamo ascoltando il jazz accanto alle zone rosse recintate con cancelli invalicabili – ipotizza poi – con uno sciame di questa portata, se fa una scossa mentre siamo accalcati, che cosa succede? L’obiezione è che da sette può succedere sempre e comunque, e questo è vero, ma ora c’è una possibilità maggiore per lo sciame di Amatrice”.

Pur condividendo la necessità di rispettare il lutto, i commercianti protestano per la mossa taglia-gambe che ha anche rigenerato paura tra la gente, svuotando hotel e locali.

“I commercianti che hanno avuto l’ok per insediarsi sono tutti in zona verde, quindi devono stare tranquilli – prosegue il dirigente – Forse fa eccezione il fornaio Placidi, che per un pezzettino si trova zona rossa, ma ora la ridisegniamo e liberiamo. Potrà capitare che qualche residente abbia casa in zona rossa, in quel caso avrà permessi speciali con percorsi sicuri per raggiungerla”.