L’AQUILA “Mi auguro che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, decida di sospendere Mario Di Gregorio dall’incarico di dirigente comunale del settore emergenza e ricostruzione”.
È quanto dichiara Cesare D’Alessandro, vice capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sul caso del dirigente aquilano accusato dalla Procura di essere riuscito ad ottenere il cambio di classificazione da A ad E dell’abitazione della madre.
“Il problema vero – continua D’Alessandro – è che attorno alla ricostruzione si è consolidato un sistema opaco e poco trasparente, alimentato da scelte come questa: a dirigere un settore così importante c’è un pluri indagato, già condannato. Di Gregorio, infatti, si scopre adesso essere coinvolto in altre due inchieste: una, prima del terremoto, sulla metropolitana dell’Aquila che si è conclusa con la sua condanna, anche se il ricorso in appello è pendente, e l’altra, dopo il terremoto, con l’accusa per concorso in gestione illecita di rifiuti e abuso di ufficio. Come dire: la persona giusta al posto giusto!”
“Al di là delle conclusioni delle inchieste – insiste D’Alessandro – mi chiedo perchè nei posti chiave relativi alla ricostruzione vi siano personalità con precedenti poco chiari e se non altro discutibili. L’Aquila ha bisogno di uomini sulla cui integrità professionale e morale non possa cadere nemmeno un semplice dubbio affinchè si rompa la rete di opacità che ormai da mesi insiste sulla ricostruzione”.
“Il Sindaco e l’amministrazione comunale – conclude D’Alessandro – devono farsi carico di questo problema e assumere decisioni chiare ed immediate non solo su Di Gregorio, sul quale ormai è scoppiato anche un caso mediatico, ma anche su altri eventuali responsabili di settori della ricostruzione dal passato poco chiaro, semmai che ne fossero”.






