L’AQUILA – È polemica tra alcuni cittadini aquilani che denunciano una situazione di “degrado e pericolosità” delle aree intorno alla Fontana Luminosa dove stazionano i cani di quartiere della città, e le associazioni animaliste di volontari ‘99 gatti’ e ‘Oipa’ che se ne occupano da anni che sottolineano di contro “la pulizia delle aree dove stazionano i cani e il degrado e la sporcizia degli umani”.

“Una situazione assurda che si è creata nel parco del Castello zona Fontana Luminosa”, secondo l’aquilano Massimo Francesconi che ha inviato una nota ad AbruzzoWeb per denunciare la situazione “pericolosa e indecorosa nella zona si è ormai istituita la succursale del canile comunale viste le numerose cucce e i numerosi cani randagi che vi dimorano”.

A Francesconi e ad altri cittadini che hanno lamentato lo stesso disagio, rispondono con una nota le associazioni che si occupano da anni della cura di Pluto, Kay e Prosperino, Morgana, Gigino, Bianchina, cani diventati ormai simbole della città, soprattutto nell’immediato post sisma.

“Le situazioni di degrado e mancanza di decoro in città non hanno nulla a che vedere con la presenza di quattro cucce, decorose e in ottimo stato – affermano – Nell’aiuola del Castello dove stazionano i cani; aiuola che peraltro ci occupiamo di pulire regolarmente da rifiuti e immondizia tipicamente umana”. (m.gal.)

LA NOTA INTEGRALE DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

I sei cani presenti stabilmente nel centro storico dell’Aquila (Pluto, Kay e Prosperino, Morgana, Gigino, Bianchina) sono riconosciuto dal Comune “cani di quartiere” sulla base del vigente regolamento comunale e in considerazione del fatto che questi animali vivono in città da molti anni, ben prima del terremoto, accuditi dai residenti e bene inseriti.

Dopo il terremoto, nonostante lo spopolamento del centro storico, questi cani sono rimasti a viverci, “adottati” anche in alcuni periodi come “mascotte” dai Vigili del Fuoco e dai militari presenti con le loro postazioni.

Il Comune li ha riconosciuti “cani di quartiere”, affidandone il mantenimento e le cure alle scriventi associazioni animaliste che ne hanno fatto richiesta e se ne sono assunto l’onere.

  Pertanto, i cani presenti in centro storico (sterilizzati, vaccinati e curati) sono accuditi regolarmente (oltre che da molti cittadini e cittadine che li amano e li seguono in vario modo), da un gruppo di volontarie e volontari che se ne occupa in maniera regolare e organizzata, fornendo loro quotidianamente cibo, assistenza veterinaria e cure.  Sempre per il loro benessere, sono state installate, in accordo col Comune e a spese delle associazioni adottanti, quattro cucce per il ricovero notturno.
Come concordato col Comune, le volontarie si preoccupano anche di evitare l’aumento del numero di cani vaganti sul territorio. Negli ultimi anni sono stati riaffidati ai padroni numerosi cani smarriti e sono state promosse varie adozioni di cani abbandonati (tre solo negli ultimi mesi, vedere foto).

In tal modo, il numero dei cani presenti in centro non solo non aumenta, ma è in diminuzione (grazie al lavoro ricordato e anche in seguito alla morte per vecchiaia di uno dei cani nel dicembre 2012  e la recente adozione di un altro).  
Per diffondere informazioni e sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del randagismo, è nata anche la pagina face book “Cani dell’Aquila” che conta migliaia di fan in tutta Italia e che fa considerare la nostra città un esempio di civiltà e buona convivenza tra persone e cani.

I Cani dell’Aquila sono spesso oggetto di attenzione da parte dei media nazionali, che hanno dedicato loro numerosi servizi televisivi (TG2, Italia1) e articoli (Focus Wild e altri ), nei quali è sempre stato messo in luce e lodato l’ottimo lavoro svolto di concerto tra Comune e associazioni animaliste,  ed evidenziata la grande sensibilità degli aquilani.
I nostri cani sono oggi considerati un vero simbolo della città che resiste nonostante la tragedia e una prova tangibile dell’amore e della cura che i cittadini dimostrano nei confronti dei più deboli, pur in presenza di tanti problemi e disagi.  

A nostro avviso, le situazioni di degrado e mancanza di decoro in città non hanno nulla a che vedere con la presenza di quattro cucce, decorose e in ottimo stato, nell’aiuola del Castello dove stazionano i cani; aiuola che peraltro ci occupiamo di pulire regolarmente da rifiuti e immondizia tipicamente umana: bottiglie e bicchieri in quantità, cartacce di ogni tipo, pacchetti vuoti di sigarette.

Quanto alla pericolosità, ricordiamo che mai nessun danno a persona o cosa è stato rilevato o denunciato imputabile ai nostri cani di quartiere; numerosi turisti che visitano la città ci scrivono per ringraziarci dell’affettuosa accoglienza ricevuta dai nostri cani, simpatiche guide in un centro purtroppo semideserto;

piuttosto, la sera il parco del Castello è meta di ubriachi e sbandati di ogni tipo, dai quali ci è anche capitato di essere aggredite: dobbiamo constatare amaramente che i nostri cani sono molto più puliti e molto meno pericolosi di alcune  persone che frequentano questa zona della città.

Continueremo il nostro impegno volto alla soluzione dei problemi e non alle inutili polemiche.

Ci auguriamo, e faremo ogni sforzo in tal senso, che i cani dell’Aquila possano trascorrere in pace il tempo che la loro età avanzata gli consentirà di vivere,  liberi in quel centro storico che considerano la loro “casa” e di cui sono diventati il simbolo e l’anima più innocente e più pura.