L’AQUILA – È scontro interno all’amministrazione comunale dell’Aquila tra il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e la dirigente del settore Segreteria generale, Affari istituzionali, Appalti e Contratti Paola Giuliani.

Con l’accorpamento del personale della Struttura tecnica di missione (Stm) e di quella per la gestione dell’emergenza (Sge) nell’Ufficio coordinamento della ricostruzione (Ucr), diretto fino a poche settimane fa dal dimissionario Gaetano Fontana, si era reso vacante il ruolo di responsabile dell’area Giuridico-amministrativa, posto per il quale era stata verificata la disponibilità della Giuliani.

La dirigente ha presentato istanza di autorizzazione al sindaco che, però, l’ha respinta: per questo è scattato il ricorso al Giudice del lavoro del tribunale dell’Aquila.

La Giunta comunale, preso atto dell’istanza della Giuliani alla giustizia civile, ha deciso di costituirsi in giudizio.

L’aspetto curioso della vicenda è che il mandato di difendere il Comune dell’Aquila è stato conferito all’Avvocatura dell’ente, lo stesso ufficio in cui la Giuliani ha prestato servizio per anni, prima di assumere su di sé, nel post-sisma, il delicato compito di gestire l’assistenza alla popolazione, trascinandosi dietro polemiche a non finire.

La Giuliani fu al centro anche di un violento attacco da parte del movimento della “Locomotiva”, l’ignoto gruppo di persone che per mesi, fino alle elezioni amministrative del maggio scorso, ha tappezzato i muri della città con striscioni al veleno contro politici, curia, Sge e Protezione civile: “Sindaco svegliati! La Giuliani ci sta massacrando” si leggeva infatti nel loro manifesto di esordio.

Anche in seguito a queste richieste che arrivavano dal movimentismo di sinistra, Cialente, nel giugno 2011, decise la rimozione della Giuliani dal suo incarico per trasferirla al settore Contratti e gare del Comune, ridimensionandone ampiamente le competenze, nonostante pubblicamente ne avesse difeso l’operato.

La dirigente rimase amareggiata dalla scelta, tanto che ad AbruzzoWeb sottolineò come stesse lavorando “solo per la città”.

“Non ho padroni, non sono la sguattera di nessuno. In questi due anni non ho favorito nessuno, ho trattato tutti i cittadini nella stessa maniera – disse – Ho rispettato le regole e tutte le persone con cui mi sono confrontata. Tutti i cittadini che sono venuti in Sge sono con me”.

La vicenda è stata anche al centro di uno dei mille scontri che negli ultimi due anni e mezzo hanno caratterizzato i rapporti tra lo stesso sindaco e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che, appresa la notizia ha prontamente precisato: “la Giuliani è stata nominata da me e solo io posso revocarla” e, in effetti, è rimasta al suo posto fino allo scioglimento della Sge, avvenuto nel marzo di quest’anno.

Adesso la telenovela si arricchisce di una nuova puntata, a scrivere la parola fine, stavolta, non sarà la politica ma la magistratura.