L’AQUILA – Vertice infuocato e parole grosse tra esponenti ai massimi livelli dell’amministrazione comunale dell’Aquila in vista delle intese con il governo per l’assunzione di 128 persone a tempo indeterminato, secondo quanto previsto dalla cosiddetta “legge Barca”.

Approvato alla Camera dei deputati e ora in discussione al Senato, l’emendamento al decreto crescita prevede una grandiosa infornata di pubblico impiego, in piena controtendenza rispetto ai tagli della spending review in corso su tutta la linea.

Un’occasione epocale: probabilmente sarà l’ultima di questo tipo, non solo in Abruzzo ma in Italia. E la possibilità di mettere le mani su succosi posti di lavoro pagati dallo Stato ha già scatenato famelici appetiti.

Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, ogni pezzo da 90 dell’amministrazione ha messo le sue richieste nel primo tavolo delle trattative, pretese tutte evidentemente sovradimensionate: la classica tattica del chiedere 100 per avere 50, che, però, ha surriscaldato gli animi visto che, da quanto si è appreso, nella riunione sono volati insulti.

Il più accreditato partecipante all’incontro non ha fatto richieste esose da un punto di vista numerico quanto piuttosto su un piano qualitativo, pretendendo infatti l’assunzione di tre figure di spicco.

Sempre da quanto si è appreso, tra i nomi fatti ci sono quelli di tre dirigenti attualmente a incarico. Mario Di Gregorio, Ricostruzione, Eugenio Vendrame, comandante della polizia Municipale e del settore, e Patrizia Del Principe, Assistenza alla popolazione: potrebbero essere premiati con un contratto blindato.

Un altro dei convenuti ha chiesto invece un po’ a sorpresa l’assunzione di 5 insegnanti e 5 assistenti sociali, procurandosi gli strali di chi ha evidenziato che le 128 figure da mettere sotto contratto dovrebbero prevalentemente essere impiegate nella ricostruzione e non è certo questo il caso.

Un terzo esponente, infine, ha messo sul tavolo una maxi lista di 90 figure da inserire, queste sì, nel mega settore della Ricostruzione per affrontare con una squadra potenziata la fase 2, quella che ancora si spera possa dare uno sprint alla rinascita della città.

I tre esponenti sono “big” del Partito democratico ma è chiaro che la partita è appena cominciata e gli altri schieramenti non staranno a guardare: il vertice è stato aggiornato anche perché si attendono molto presto le liste degli altri componenti della maggioranza che governerà il capoluogo per i prossimi cinque anni, ingolositi allo stesso modo.

Alla luce di questo primo tavolo delle trattative, comunque, va sottolineata la furia dei precari attualmente in organico al Comune, quelli che lavorano da tempo ai settori tecnici e amministrativi della ricostruzione, nella speranza di una stabilizzazione più o meno alimentata a seconda dei mesi, moltissimo, per esempio, durante la campagna elettorale.

Ebbene, ora che il periodo più “caldo” è passato, almeno sul piano politico, dalle ultime indicazioni sembra proprio che tutti questi lavoratori, circa 230 persone in varie tipologie di contratto, non avranno alcuna corsia preferenziale. Lecito, per questo, attendersi un autunno caldissimo dalle parti di Villa Gioia.

E CIALENTE ANNUNCIA L’INTESA

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, insieme all’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ha annunciato di aver trovato, nel corso di un incontro avvenuto oggi ai Laboratori del Gran Sasso con i funzionari del ministero per la Coesione territoriale, l’intesa relativa alle 128 persone da assumere secondo quanto previsto dal maxi emendamento al decreto crescita in discussione in Senato.

L’incontro è avvenuto mentre il ministro per la Coesione Fabrizio Barca e quello dell’Istruzione e della ricerca Francesco Profumo stavano partecipando alla presentazione del progetto di scuola di alta formazione Gran Sasso Science Institute.

“Abbiamo praticamente raggiunto un accordo – ha spiegato Cialente – Martedì a Roma il Comune dell’Aquila, rappresentato dall’assessore Di Stefano, visto che sono all’estero, firmerà l’intesa”.

Cialente ha sottolineato alcuni nodi “come la conferma della società pubblica Abruzzo Engineering per i controlli visto che la struttura di 50 persone non può fare questa competenza”.

“Abbiamo chiesto anche figure non previste nell’organico – ha ammesso il sindaco – come tre funzionari, altrimenti non si sa chi coordina i soldati, di cinque maestre, dal momento che si deve pensare anche al sociale e non solo alla ricostruzione, e sei operai. L’impalcatura è pronta, manca solo la firma”.

L’altra intesa per l’attuazione della legge deve essere fatta con i Comuni del “cratere”.