L’AQUILA – Galleria Piazza Duomo: il dibattito è aperto e più caldo che mai.
Prima occasione utile per discutere e confrontarsi personalmente sugli aspetti positivi e negativi della galleria sotterranea, quest’oggi alle 16:30 presso l’auditorium Ance, dove avrà luogo un incontro, organizzato dal Circolo della stampa d’Abruzzo, durante il quale il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, presenterà il progetto.
La partecipazione assume fondamentale importanza dal momento che, come aveva affermato il primo cittadino, “verrà dato l’ok al progetto solo se sarà riconosciuto di interesse pubblico”, e al momento pare non esserlo per molti.
È infatti divisa in due L’Aquila, anche se una parte sembra più grande dell’altra, a causa della datata idea, ora riproposta, di un parcheggio interrato con tanto di galleria commerciale di “lusso” sotto la piazza cittadina più importante. Sempre più aquilani oltre che esponenti politici ne stanno prendendo via via le distanze.
Il project financing è stato proprosto dalla ditta “Consorzio Adriatico”, già impegnata nella ricostruzione, che ha diritto di prelazione su tutte le altre eventuali ditte che presenteranno progetti, anche se migliori, mentre l’ok deve essere essere dato dalla Giunta in meno di tre mesi e i lavori ufficialmente (e ottimisticamente) sarebbero completati entro due anni.
All’incontro di oggi, che sarà solo il primo di una serie, saranno presenti anche il professor Raffaele Colapietra, che ricostruirà la storia di Piazza del Duomo dalle sue origini e l’architetto Pierluigi Properzi che ha già espresso a questa testata le sue perplessità in merito.
Dichiaratamente contro l’idea, per ora, anche Confcommercio, Sel, parte del Pd, pRc e Appello per L’Aquila. Altrove invece aleggiano dubbi e perplessità, in una rapida indagine di AbruzzoWeb.
DI CESARE: ”RICOSTRUIRE IL VECCHIO E POI COSTRUIRE IL NUOVO”
“Sono assolutamente contrario – afferma il consigliere aquilano Ettore Di Cesare – bisogna pensare alla ricostruzione del vecchio piuttosto che alla costruzione del nuovo, non tanto per una questione di intralcio quanto piuttosto per l’esigenza di un centro che va ricostruito, le energie non vanno sprecate per progetti di questo tipo”.
“Sono contrario sia al parcheggio che ai negozi – aggiunge il ‘tecno-consigliere’ – in quanto il vero centro della città deve tornare a essere, appunto, il centro stesso e perché il luogo dove si fa socialità determina la qualità del modo di vivere dell’intera comunità. Il parcheggio, invece, non può andare perché contrario alla mobilità sostenibile in quanto incentiva l’uso dell’automobile e poi abbiamo già il Terminal, inutilizzato”.
JUCHICH: ”SAREBBE UN PARCHEGGIO DOVE MANCA LA CITTA’ INTORNO”
“Abbiamo molte perplessità in merito – dice invece il segretario comunale del partito di Rifondazione comunista, Goffredo Juchich – perché opere di questo tipo andrebbero inserite in un percorso di condivisione con la collettività. I cittadini devono essere consapevoli di tutti i pro e i contro dell’eventuale progetto che solo successivamente si può proporre con un referendum”.
“Fare un parcheggio dove manca la città intorno – continua – è qualcosa di paradossale, infatti c’è stato anche il no netto di Confcommercio. Si tratterebbe di un’opera faraonica con intorno il deserto. Non è un no detto per pregiudizio ma per desiderio di dialogo e perché riteniamo che la priorità ora è la ricostruzione del centro e delle frazioni. Solo dopo si può pensare a operazioni di questo tipo”.
PROPERZI: ”CI SI STA ALLONTANANDO DA UN’IDEA DI CITTA”’
“Non conosco gli elaborati tecnici – sbotta Pierluigi Properzi, consigliere comunale, docente all’università dell’Aquila e ex vice presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica – il Comune non ne è a conoscenza, solo il sindaco sa di cosa si tratta. L’idea comunque è vecchia in quanto fu proposta dall’ex sindaco Enzo Lombardi. Senza una discussione, solo perché una ditta ha avuto questa idea, credo che ci si stia allontanando da un’idea di città, mi sembra infatti che non si colleghi a un’idea ragionata soprattutto perché un parcheggio nel centro incrementerebbe il flusso delle automobili. Non penso che possa funzionare bene anche perché non è un’idea che funziona da sola”.
“Discuteremo della questione – presegue l’urbanista – per ora posso solo dire che si deve sì rivitalizzare la città ma con un’idea precisa, vorrei che si procedesse in modo più strutturato. Non bisognerebbe neanche distogliere l’attenzione dagli altri grandi problemi, per esempio il nuovo Piano regolatore della città. Gradirei che ci fosse una discussione pubblica sui grandi temi per inquadrare il senso che si vuole dare alla città”.
D’ERAMO: ”CAMBIEREBBE IL VOLTO DELL’AQUILA, BISOGNA COINVOLGERE I CITTADINI”
“Non sono mai contrario alle innovazioni – premette il consigliere di Prospettiva 2022 Luigi D’Eramo – ma il problema è sempre lo stesso con questa amministrazione perché non c’è una fase partecipativa che coinvolga la città. Si tratta di scelte importanti che andrebbero a cambiare di fatto il volto della città per cui c’è bisogno di ascoltare la cittadinanza”.
“Io non sono ancora in grado di dire se sono contrario o no perché fino ad ora non ho avuto modo di vedere le carte – ammette D’Eramo – mentre il sindaco ancora una volta smentisce se stesso, nel senso che prima lancia l’ipotesi di fatto politicamente adottata e poi pensa di svolgere un referendum”.
CIONI: ”CI SONO ALTRE PRIORITA’, MOLTI NEGOZI STANNO CHIUDENDO”
“Esistono ben altre priorità da affrontare – sottolinea il direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni – anche alla luce del calo vertiginoso degli affari e del numero crescente di attività commerciali che hanno chiuso i battenti, oltre 200 lo scorso anno nella provincia dell’Aquila”.
“Il Comune, nonostante i solleciti, non ha fornito ancora indicazioni sulle possibili strade da seguire per ricollocare i negozi – continua – Sarebbe opportuno accelerare la ricostruzione delle case e dei locali commerciali”.
LOMBARDI: ”L’IDEA FU MIA E ALLORA CIALENTE ERA TRA GLI OPPOSITORI”
“L’idea risale agli anni ’80 e fu proposta dall’amministrazione da me guidata – ricorda Enzo Lombardi, ex sindaco della città – prevedeva più piani sotterranei ma è veramente simile per altri aspetti”.
“Allora non se ne fece niente – evidenzia – perché fu aspramente osteggiata da più parti politiche e tra gli oppositori c’era proprio Massimo Cialente”.
Intanto chiunque voglia dire la sua potrà farlo nel dibattito di oggi, aperto agli interventi di amministratori, esponenti di ordini professionali, di categoria e dell’associazionismo.



