L’AQUILA – Rinviato a giudizio un uomo di nazionalità macedone residente in un Comune dell’aquilano accusato di continue terribili violenze verso la moglie, spesso presa a frustate, e anche nei confronti dei figli minorenni, picchiati selvaggiamente.

Lo riporta il quotidiano Il Messaggero, specificando che il processo è fissato a fine mese.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Roberta D’Avolio, la donna sarebbe stata quotidianamente picchiata e presa a cinghiate. Addirittura, in un caso, portata in un bosco, luogo scelto per non far sentire le urla della malcapitata, in cui sarebbe stata frustata davanti agli occhi dei due figli minorenni.

In un’altra occasione la donna sarebbe stata costretta ad accettare la presenza nella sua abitazione di una donna di nazionalità romena, portata in casa dall’uomo.

L’uomo avrebbe, inoltre, preso per i capelli i figli minori e li avrebbe scaraventati a terra ogni volta che  piangevano o che cercavano di difendere la madre.

L’uomo è anche accusato di non aver seguito gli obblighi di assistenza ai figli. Il figlio maschio era mandato a scuola senza la possibilità di usufruire dei buoni pasto, alla figlia, invece, nonostante delle gravi patologie alla vista, non erano stati comprati i necessari occhiali da vista.

Il caso è stato seguito dal Tribunale dei minori dell’Aquila e dai carabinieri del Comune di residenza della coppia. Il tribunale ha già deciso per l’immediata sospensione della patria potestà dell’uomo.