L’AQUILA – “In Abruzzo nel 2010 10 milioni di ore di cassa integrazione di cui 30 per cento all’Aquila”.
Lo ha detto il segretario provinciale della Cgil, Sandro Giovarruscio, prima dell’inizio del Forum provinciale del lavoro, che ospiterà Stefano Fassina, responsabile nazionale del dipartimento Economia e lavoro del Pd.
All’hotel 99 Cannelle si è radunata una cinquantina di attivista del Partito democratico e della Cgil del capoluogo.
FASSINA: ”OPERATORI RASSEGNATI, CI VUOLE UNA SCOSSA”
Prima di arrivare al Forum, Fassina è stato alla Camera di commercio nella nuova sede di Bazzano (L’Aquila) dove ha partecipato alla riunione del Comitato attività produttive.
“Ho notato una grande frustrazione degli operatori, visto che in due anni sono arrivate tante promesse ma niente di concreto. Bisogna dare un segnale di energia, lo Stato dev’essere vicino alle popolazioni del ‘cratere’. Per i referendum si poteva votare assieme alle amministrative e i soldi risparmiati si potevano dare all’Aquila”.
Fassina e il parlamentare aquilano del Pd Giovanni Lolli hanno presentato un emendamento alla Camera dei deputati, dove si sta discutendo il decreto sviluppo, per sbloccare il credito d’imposta alle imprese terremotate se fanno investimenti o assumono cassintegrati.
GIOVARRUSCIO: ”MIGLIAIA DI POSTI PERSI”
“All’Aquila – ha spiegato il segretario – il problema maggiore è quello del commercio, ci sono 3 mila lavoratori tra autonomi e dipendenti che hanno perso un posto. La cassa è stata abbattuta del 30 per cento per questi lavoratori, dopo aver superato i 24 mesi”.
Quanto ai dati regionali, Giovarruscio ha ricordato che “in Abruzzo sono stati persi 250 milioni di euro di salario negli ultimi due anni sempre a causa della cig. Nel settore industria – ha aggiunto – hanno perso lavoro 6 mila persone in due anni, nella pubblica amministrazione ben 24 mila”.
Chiusura ancora sul “cratere”: “Gli ammortizzatori in deroga saranno validi fino al 2012, mentre la zona franca urbana così com’è pensata non serve a nulla perché bisogna difendere le imprese già esistenti”, ha concluso allarmato. (s.cas.)






