L’AQUILA – Non si placa il dibattito sulla cultura post-terremoto all’Aquila scatenato dall’intervista ad AbruzzoWeb dell’ex direttore artistico del Teatro stabile d’Abruzzo, Federico Fiorenza, oggi produttore.
Dopo le sue accuse di scarsa efficacia e di gestione esterna da parte della politica questo giornale ha ascoltato ieri il vice presidente del Tsa, Innocenzo Chiacchio, e Stefania Pezzopane, assessore comunale alla Cultura, accusata da Fiorenza di ingerenze nei fatti dello Stabile, di cui è stata anche presidente.
I due hanno rigettato gli strali di Fiorenza e assicurato che contrariamente a quello che dice lui, il Tsa non rischia affatto di chiudere i battenti.
Una risposta che non ha soddisfatto Fiorenza, che ha mandato alla nostra redazione una sua contro replica, che pubblichiamo integralmente, in cui ribadisce accuse precise alla Pezzopane chiamando anche in causa un dirigente del Tsa di cui non fa il nome, pur sembrando alludere a Giorgio Iraggi, che, a scanso di equivoci, nell’organigramma ufficiale sul sito www.teatrostabile.abruzzo.it figura come dirigente del settore organizzazione e distribuzione.
Rigettata anche la frecciatina di “teatralità” a scapito della “concretezza” arrivata dall’assessore aquilano: Fiorenza cita i suoi risultati del 2011 e ribatte: “Qual è la tua concretezza?”. (red)
In premessa debbo dire che ogni volta che qualcuno fa delle dichiarazioni o meglio prende una posizione su fatti che investono la politica, o la gestione politica della cosa pubblica, queste vengono etichettate “ al vetriolo, velenose etc.
La mia lunga permanenza al Tsa, il desiderio irrinunciabile di difenderne con la passione di sempre le sue sorti, è l’unica motivazione che mi spinge a sottolineare alcune questioni.
Se affermo che la nomina del direttore non è stata fatta perché la Signora Pezzopane vuole continuare a gestire il Tsa dall’esterno,credo di affermare il vero.
È noto a tutti che il Tsa viene operativamente gestito, dopo le dimissioni di Alessandro Gassman, dopo appena due mesi dal sisma, da un dirigente fatto assumere, promosso e sostenuto dalla Signora Pezzopane.
Che lo stesso dirigente viene spesso indicato dai media come direttore amministrativo, organizzativo o addirittura Presidente, dirigente che partecipa senza averne titolo ai Cda dell’Ente, (per espressa e dichiarata a verbale) disposizione della Signora Pezzopane che è stata Presidente del Tsa e il suo incarico, a mio avviso, è stato tra i più disastrosi e onerosi periodi di presidenza dell’Ente.
Dirigente che partecipa senza titolo alle riunioni di Platea, la fondazione dei Teatri Pubblici della quale sono stato co-fondatore ed alla quale possono partecipare solo i direttori.
Come è noto che la dichiarazione “facciamo da soli così risparmiamo i costi di un direttore” appartiene alla cecità culturale e alla presunzione di chi pensa solo al suo dorato tornaconto.
Quanto alle dichiarazioni del vice presidente del Tsa, persona che stimo e della quale conosco la buona fede, ricordo che lui ha, contrariamente a quello che dice la Signora Pezzopane, il compito di indicare al Cda il nome del direttore artistico, nomina che è stata sempre fatta in accordo con la presidenza della Regione Abruzzo quale socio di maggioranza e dal sindaco dell’Aquila quale socio fondatore.
Il Tsa è quello che ha prodotto spettacoli che sono a pieno titolo nella cultura teatrale e nella storia del teatro nazionale, che ha iniziato a strepitose carriere Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Piera Degli Esposti, Ugo Pagliai, Sergio Castellitto, Giulio Scarpati e molti altri, che ha avuto i migliori registi e protagonisti della scena nazionale, grazie soprattutto alla tenacia, alla cultura e dedizione di una persona che ne è il simbolo riconosciuto nell’ambiente teatrale nazionale, Luciano Fabiani, che ne uscì nel 1981 con la signorilità che gli appartiene.
Anche con la crisi dovuta al terremoto ci si poteva aspettare qualcosa di più, caro dr. Chiacchio, di essere al rimorchio di progetti o progettini di altri, di continuare a essere protagonisti della cultura regionale e non di “essere incubatori” delle realtà regionali che il Tsa in vario modo e in vari periodi ha sempre sostenuto e promosso; non serve che ti ricordi chi ha ideato il “Progetto Abruzzo” o “La Compagnia dei Giovani del Tsa”.
Mettiamoci d’accordo su alcuni elementi, anzi mettetevi d’accordo almeno sulle dichiarazioni “simultanee”.
Il ministero, dichiara la Signora Pezzopane: “verrà derogato il decreto del 2009 sui parametri da rispettare”; per il dr. Chiacchio la deroga “dovrebbe arrivare a fine anno”.
Con la situazione di crisi finanziaria, con la assenza di collegamenti reali e stimati con l’ambiente teatrale nazionale, a dicembre potrebbero esserci brutte sorprese.
Allora non è il caso che si ponga finalmente in essere la regionalizzazione “ istituzionale” del Tsa, che l’alleanza con i Teatri dei capoluoghi diventi un patto di solidarietà culturale e operativa in una regione-città che miracolosamente ancora ha un teatro pubblico.
In quanto a “teatralità” non è dispregiativo perché essa è la parte viva di una vita professionale gratificante e operativa, in quanto a “ concretezza” in questi giorni cara Signora Pezzopane la Rai sta trasmettendo in digitale le 14 puntate del “ Teatro in Italia” da me prodotte con Giorgio Albertazzi e Dario Fo, ho prodotto un inedito di Silone che va ai Festival, il Canto d’Amor per il Winter Festival di Sarajevo, Notturno d’Autore a Santo Stefano, un progetto con i Por-Fers della Regione Abruzzo… Solo quest’anno.
Qual è la tua concretezza?






