L’AQUILA – Nella giornata del 19 settembre 2017 la Intecs ha comunicato all’assessore regionale Giovanni Lolli, la volontà di chiudere il laboratorio dell’Aquila, e senza neppure avvisare le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu), ieri ha avviato la chiusura del sito aquilano.

Lo rende noto la Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom) della Cgil, che promette di mettere in atto tutte le azioni a tutela dei lavoratori.

IL RESTO DELLA NOTA DELLA FIOM

Vi ricordate quando il 23 giugno 2009 il giornale La Repubblica titolava ‘guerre stellari alla Laurentina, sede storica della Intecs’? Un articolo che ai più suonava come un vecchio slogan pubblicitario: ‘Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci, ma noi siamo scienza, non fantascienza’. In realtà nè fantascienza e soprattutto niente scienza ma solo Intecs. Dopo l’acquisto del laboratorio ex Siemens leader nel settore dell’Ict (Information and comunication technology), avvenuta dopo una ‘due diligence’ di circa un anno, la Intecs non è stata capace di valorizzare le molteplici potenzialità di questa struttura di ricerca e sviluppo di alte competenze. In questi anni sono stati capaci solo di consumare quel poco mercato lasciato da Compel senza apportare nulla. Le uniche cose che hanno fatto sono state: il trasferimento di alcuni lavoratori, attrezzature e attività a Roma, l’utilizzo massiccio degli ammortizzatori sociali e i licenziamenti.

Più che degli imprenditori da ‘Guerre Stellari’ hanno cercato di essere dei ‘prenditori’ senza distinguersi molto dai tanti soggetti che circolano nel nostro paese. Hanno cercato, perché non sono riusciti neanche in questo, visto che l’unica cosa che hanno fatto è quella di affittare il proprio stabile ad imprenditori che poco hanno a che fare con l’industria. Sarebbe interessante che qualcuno di competenza verifichi se lo stabilimento viene utilizzato secondo quella che dovrebbe essere la reale destinazione d’uso.

É socialmente responsabile licenziare i lavoratori e affittare lo stabile? Nelle riunioni nazionali comunicavano anche il loro stato di indebitamento con nonchalance, prospettando piani fantasmagorici di rientro attraverso la costituzione di Old Company e New Company. Operazioni che sono state fatte ma che non stanno producendo i risultati sperati visto che  all’assessore alle attività produttive della Regione Abruzzo hanno detto che per sopravvivere la Intecs deve chiudere L’Aquila.

Per rimanere in tema ‘Guerre Stellari’ potremmo dire che sono stati come la ‘Morte Nera’? Purtroppo per noi no. In realtà noi abbiamo assistito a ‘Balle Spaziali’ dove i protagonisti sono stati ‘Lord Casco’ e il ‘Colonnello Nunziatella’. Neanche l’onore di essere chiusi da ‘Dart Fener’.

Vi ricordate quando l’8 giugno 2017 le Rsu denunciavano il rischio dei licenziamenti e il 9 giugno 2017 l’azienda prontamente smentiva il comunicato delle Rsu dichiarando: ‘Con il presente comunicato la Intecs conferma la piena fiducia nella collaborazione con tutte le istituzioni locali e le rappresentanze sindacali per una soluzione positiva del problema?’

‘Balle Spaziali’! La Fiom con questo comunicato intende informare, oltre le istituzioni locali, Università compresa, tutte le aziende che hanno partecipato ai bandi sui fondi del terremoto che l’alleanza con Intecs rischia di vederle sfavorite visto che uno dei requisiti richiesti è lo sviluppo occupazionale. La Intecs con questa azione rischia di mettere in difficoltà anche aziende come la Thales e Leonardo (Selex) che in questo territorio hanno creduto dimostrandolo con investimenti concreti. La Fiom metterà in atto tutte le azioni a tutela dei lavoratori.