L’AQUILA – È stata molto partecipata la Santa Messa, celebrata dall’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Molinari con l’assistenza del vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole, in onore di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Nella sua omelia l’arcivescovo ha voluto richiamare i professionisti della comunicazione a svolgere con coscienza e grande senso di responsabilità la loro difficile professione.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, nella chiesa di San Pietro a Coppito (L’Aquila) i giornalisti aquilani hanno incontrato il vaticanista Rai Fabio Zavattaro.

Nel suo intervento il presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, ha auspicato che “in questo momento di sofferenza per la professione è importante che nella riforma dell’ordine il legislatore introduca la laurea per il giornalismo”.

”L’esperienza fatta sulla strada – ha proseguito Pallotta – ha la sua rilevanza, ma c’è bisogno della formazione permanente e continua per noi giornalisti”.

Zavattaro si è mostrato d’accordo e ha aggiunto: ”Oggi i giornalisti utilizzano nuove forme di comunicazioni, come Facebook e Twitter che hanno dato la possibilità di conoscere notizie in nazioni dove non esiste la libertà di stampa”.

Zavattaro poi spera che ”i radiogiornali e telegiornali non siano condizionati dall’Auditel. Ricordo – ha aggiunto – che alcuni anni fa i telegiornali fecero vedere le immagini, tratte da un videofonino, di un cane che era salito su un tavolino di una casa invasa dalle acque durante in un nubrifagio in Asia. I telespettatori telefonarono a Tg1, Tg2 e Tg3 per sapere le condizioni del cane. Ebbene ora sono state inventante numerose trasmissioni dedicate agli animali”.

Zavattaro ha concludo ricordando alcune frasi di Benedetto XVI.

”Oggi si corre per scrivere per prima la notizia, ma qualche volta è meglio arrivare secondi e verificare la notizia. Non è detto che arrivare secondi non sia buono. Ci sono stati degli eterni secondi, come Gino Bartali, che hanno fatto storia. Benedetto XVI ricorda il rapporto tra silenzio e parole, perchè i giornalisti devono saper ascoltare e rispettare chi hanno davanti”.