L-AQUILA. “I lavori al San Salvatore sono fermi da un paio di mesi”. Il preside della facoltà di Lettere e filosofia, Giannino Di Tommaso, è allarmato per la situazione di stallo in cui versano le opere all’ex ospedale che presto dovrebbe ospitare il polo umanistico dell’Ateneo e la sede del Rettorato.

Lo stop ai lavori della struttura in pieno centro storico (nella zona della fontana Luminosa) sarebbe dovuto al fallimento della ditta che se ne stava occupando. “Lo ha annunciato il rettore, Ferdinando di Orio, durante l’ultimo senato accademico – spiega Di Tommaso – Ci ha distribuito copia della lettera con cui la ditta ha rimesso il proprio incarico e ci ha anche detto che, a seguito di un incontro con il Provveditorato alle opere pubbliche, sarebbe presto stata individuata un’altra impresa che possa terminare i lavori iniziati”.

Un “inconveniente” che potrebbe costare caro alla facoltà di Lettere: i tempi per la realizzazione del polo umanistico, infatti, sembrano dilatarsi. “Ci era stato promesso che per l’estate avremmo potuto pensare all’allestimento della nuova sede della facoltà, in modo che tutto fosse pronto ad ottobre per l’inizio del prossimo anno accademico – spiega Di Tommaso – Stando così le cose, questo non sarà possibile. E il rischio è che la facoltà debba rimanere per un altro intero anno nella sede provvisoria”.

Lettere e filosofia nei mesi successivi al terremoto ha avuto non poche difficoltà: in un primo momento, infatti, il preside aveva preso accordi con il Provveditorato alle opere pubbliche per la ricollocazione della facoltà all’interno dell’ex carcere minorile a Collesapone.

“Quando tutto sembrava ormai pronto – spiega Di Tommaso – ed erano stati trovati anche i finanziamenti, l’accordo è andato a monte. Si era prospettata, infatti, la possibilità di utilizzare in tempi brevi la struttura dell’ex San Salvatore e così si è pensato di tamponare l’emergenza (nel periodo di tempo che sarebbe intercorso prima dell’apertura del polo umanistico in centro) in una sede provvisoria”.  

La facoltà è stata perciò ospitata in un ex capannone industriale nella zona di Bazzano. Una sede che da subito si è dimostrata poco idonea alle esigenze della facoltà: spazi ridotti, mancanza di una biblioteca, carenze nel servizio di trasporto.

“Questa sede ci penalizza notevolmente: gli studenti hanno trovato molte difficoltà – continua il preside – e gli iscritti nell’ultimo anno sono di meno rispetto al passato”.

Gli immatricolati per l’anno accademico 2010-11 sono 428 contro gli oltre 600 dell’anno precedente. “Un calo importante – commenta Di Tommaso – che non è stato arginato neanche dalla sospensione delle tasse universitarie”.

“L’unica speranza che abbiamo per risollevarci è l’apertura del polo umanistico nell’ex San Salvatore – prosegue il preside – Lì avremmo gli spazi necessari, una nuova biblioteca più grande di quella che c’era a palazzo Camponeschi (circa 3mila metri quadrati) e anche per la città potrebbe essere un segnale molto positivo”.

E’ per questo che il preside lancia un appello alle istituzioni affinché non venga abbandonato il progetto del polo umanistico e per chiedere un impegno serio sulle tempistiche di realizzazione.

“Spero – conclude sorridendo – che San Salvatore ci regali questo miracolo”.