L’AQUILA – Ripropongono in buona parte l’atmosfera dei mercatini stile Porta Portese, i negozi dell’usato al coperto, che da semplici robivecchi stanno avendo in questi ultimi anni un periodo d’oro.

Mobili antichi, vestiti e scarpe vintage, oggetti d’antiquariato, quadri, ma anche roba da collezionisti, dalle figurine dei calciatori alle sorprese della Kinder, e ancora giocattoli, dischi, e qualunque cosa possa essere rivenduto.

“Qualcosa che è appartenuto a qualcun altro per molte persone ha un valore aggiunto. Un po’ l’abitudine dei nonni che non si butta via nulla e quando vengono le persone ci raccontano la storia degli oggetti: la vogliono condividere”, dichiara ad AbruzzoWeb Natalia Giancristoforo, proprietaria con il marito Roberto Capobianco del Mercatino dell’Usato presso il complesso Panorama all’Aquila.

Nel capoluogo la tendenza è in aumento anche a causa del terremoto del 2009, perché, con le case inagibili e da svuotare, sono saltati fuori gli oggetti più strani e dimenticati appartenuti ai genitori o ai nonni e non sapendo più dove metterli, sono finiti in conto vendita nei vari mercatini.

“Le persone non sanno dove tenere gli oggetti delle loro abitazioni – spiega Enrico Lettere, proprietario di Portobello sulla strada statale 80 – e in tanti le vengono a depositare qui: soprattutto mobili”.

Curiosare tra i corridoi di questi negozi è spesso come fare un salto nel passato: si possono trovare oggetti la cui memoria si perde nella storia oppure che ricordano la propria infanzia e questo piace alle persone come spiega la Giancristoforo, “la gente viene per curiosare. Prima di riaprire, dopo il terremoto, ci mandavano molte e-mail perché gli mancava il luogo, l’abitudine di passeggiare tra gli oggetti”.

A differenza di quello che si potrebbe pensare, quelli che comprano nei mercatini sono soprattutto liberi professionisti, avvocati, medici, “cercano l’oggetto antico – dice la Giancristoforo – il pezzo d’arredamento particolare, l’occasione. C’è anche capitato di valutare un quadro sui 500 euro, poi un esperto capitato per caso in negozio si è reso conto che invece era antico e valeva molto di più”.

Il mercatino dell’usato è soprattutto la soluzione giusta per chi vuole arredare una casa a poco prezzo; “c’è chi, con il terremoto – racconta Lettere – è stato costretto a portare da noi mobilia praticamente nuova, e in molti vengono per comprare a buon prezzo i mobili delle case per gli studenti: un bel risparmio”.

Gli aquilani portano davvero ogni cosa. “C’è capitato di tutto – dice la Giancristoforo – il torchio del nonno, macchine da scrivere antiche, comprate come soprammobili, scalda gambe a brace, e perfino un’urna per le ceneri di un defunto di cui il proprietario ignorava l’uso e l’abbiamo anche venduta. Però di solito cerchiamo di prendere in conto vendita oggetti che pensiamo possano piacere alla nostra clientela, dobbiamo saper selezionare perché ci arriva davvero ogni oggetto immaginabile”.

Il riuso va alla grande anche tra gli amanti dell’ecologia. “Bisogna pensare che il riuso ha anche un valore etico: spesso sono oggetti ingombranti e inquinanti. Così invece, semplicemente, si trova un nuovo uso per un vecchio oggetto”, spiegano i robivecchi.

L’usato ormai non coincide più con il brutto e l’inutile, anche i vestiti di seconda mano hanno un ampio mercato, come conferma anche la Giancristoforo, il vintage spospola alle sfilate di moda e non c’è niente di meglio di vestiti originali anni ’60 o ’70 per seguire le nuove tendenze dello stile.