L’AQUILA – Mentre L’Aquila terremotata è impegnata in una complessa ricostruzione post-sisma, tra alti e bassi burocratici e con sullo sfondo la questione dei fondi che si fa drammatica, viene fuori il guaio delle buche e delle voragini che si aprono in strada all’improvviso, un pericolo in più per il già martoriato capoluogo d’Abruzzo.
Due i casi nei giorni scorsi, alla Fontana Luminosa e in zona Acquasanta, in via Savini.
Tra toppe messe in fretta e furia e consapevolezza di dover mettere mano al più presto alla ricostruzione dei sottoservizi, AbruzzoWeb ha interpellato per un pensiero tecnico Nicola Tullo, presidente dell’Ordine dei Geologi d’Abruzzo, che è sicuro: “Le buche e le voragini continueranno ad aprirsi non solo all’Aquila, che però ha subìto un sisma devastante. Serve la ricostruzione dei sottoservizi, non c’è altra via per evitare il rischio di dover affrontare voragini a getto continuo. Senza dimenticare – precisa ancora Tullo – che il dissesto idrogeologico riguarda l’Italia intera”.
Una problematica che, insomma, per l’esperto andrà affrontata anche grazie al maxi appalto da 80 milioni di euro complessivi destinati a rivoluzionare il sottosuolo del centro storico cittadino con la nascita di “gallerie intelligenti”.
“I sottoservizi nel nostro Paese – spiega quindi il geologo a questo giornale – sono troppo vecchi, come del resto la maggior parte delle costruzioni. Ecco perché è necessario un forte investimento che metta a posto le cose. Purtroppo tante zone con materiale di riporto sono pericolose, ci sono perdite di acqua, di fognature. Ovviamente all’Aquila, già piena di cavità nel sottosuolo, la calotta ha ceduto con il sisma. E con il peso dei camion e dei macchinari che da anni ormai transitano sulle strade aquilane per necessità di ricostruzione, buche e voragini sono inevitabili che, lo ribadisco, continueranno a verificarsi. A rischio sono anche gli altri comuni del ‘cratere’ sismico”.
“Manca un piano sicuro di finanziamento – il commento di Tullo – ogni giorno escono notizie su crolli, buche, voragini. L’Aquila per quello che ha subìto ha bisogno di una montagna di soldi, tanti soldi, garantiti ogni anno. La situazione così è tragica, ne sono convinto. Ed è un paradosso, perché all’Aquila, al di là degli errori istituzionali che ci possono essere, si sta ricostruendo con criterio”.
“Ora il rischio sismico è davvero tenuto in considerazione, a differenza del resto d’Italia. Se lo Stato si mette a fare lo Stato e assegna soldi sicuri ogni anno, allora le cose cambiano anche sul fronte dei sottoservizi”, conclude.



