L’AQUILA – Il totosindaco sulle prossime elezioni amministrative aquilane è sempre più caldo. Sono stati fatti nomi, ipotesi, smentite e ufficializzazioni, e se è vero che i giochi sono ancora aperti è anche vero che nessuna donna è nel ventaglio dei possibili candidati.
Qualche tempo fa uno dei nomi “rosa” era quello di Carla Mannetti, direttore del settore Trasporti della Giunta regionale, esponente del Popolo della libertà, che aveva dato la sua disponibilità per una corsa alle primarie e poi, eventualmente, alla carica di sindaco. La sua scalata, però, si è arrestata quanto ha preso corpo l’ipotesi di candidatura del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, che la Mannetti, anche contro il parere del segretario provinciale del Pdl, Gianfranco Giuliante, continua a considerare il miglior competitore possibile che il centrodestra può mettere sul tavolo.
Nel centrosinistra, invece, l’unica papabile per la poltrona di primo cittadino era sembrata l’ex presidente della Provincia e attuale assessore comunale in quota Partito democratico Stefania Pezzopane, ormai fuori dai giochi dopo la ricandidatura dell’attuale sindaco, Massimo Cialente. Per lei, in compenso, sembra profilarsi la disponibilità di un seggio sicuro in Parlamento, forse anche fuori Abruzzo, nella prossima legislatura.
Al momento neanche i comitati cittadini, portatori di cambiamento e novità, almeno nelle intenzioni, sembrano offrire la speranza di avere una ‘sindachessa’, a distanza di 20 anni dall’unica donna che ha guidato la città, Maria Luisa Baldoni, nel lontano 1992.
AbruzzoWeb ha sentito il parere di due voci “rosa”, per capire come mai la città non sembra ancora pronta a una guida al femminile e come, questa, possa invece essere utile al processo di ricostruzione e rinascita post terremoto.
“Purtroppo non c’è nessuna sorpresa – spiega Simona Giannangeli, legale del centro antiviolenza per le donne dell’Aquila e nel 2002 candidata a sindaco di Rifondazione comunista – questa città come l’intero Paese è caratterizzata da una storia scritta dagli uomini. Spero, comunque, che per una candidata donna non sia tardi. Le donne, nei prossimi mesi, saranno solo un tema dei programmi elettorali, tutti i candidati dichiareranno di volere molte donne in Giunta. Ma sono sempre discorsi fondati sulla disparità”.
“Speravo – conclude – che i comitati cittadini avrebbero avuto la volontà politica di candidare una donna, sarebbe stato il segno di una aspirazione al cambiamento”.
Nonostante le differenze di vedute, anche l’avvocato Ersilia Lancia, consigliere di circoscrizione del Pdl e vice presidente del circolo Progetto L’Aquila per il Pdl, concorda sul fatto che una donna alla guida della città possa essere una grande opportunità per il capoluogo.
“Le donne hanno ancora molto da dire e da fare in politica – sottolinea – Confesso che sarei stata molto felice della candidatura della dirigente Mannetti”.
La Lancia ha comunque le idee chiare su quali debbano essere le caratteristiche del prossimo sindaco: “Innanzitutto la capacità di risvegliare attorno a sé la comunità, per combattere insieme per la rinascita della città. Secondo poi, una grande abilità amministrativa: non credo al ‘nuovo’, perché governare i prossimi anni non sarà facile, quindi serve una persona con grandi competenze”.
“Ci sono ancora molte barriere da abbattere, a partire da quelle stesse persone che si riempiono la bocca di ‘pari opportunità”, conclude.





