L’AQUILA – “È importante parlare delle differenze ma anche ribadire che, oltre queste, siamo tutti uguali. Nelle scuole che sono più aperte delle università, che hanno una struttura più piramidale, si deve educare i giovani alle differenza di genere”. 

Lo ha detto stamattina la scrittrice e poetessa Dacia Maraini in occasione dell’incontro con gli studenti aquilani dell’istituto di istruzione superiore Da Vinci-Colecci all’Auditorium del parco del Castello.

L’incontro con la Maraini si inserisce nell’ambito del progetto Educare al genere che ha coinvolto 230 studenti delle seconde classi, ideato dalla dirigente dell’istituto, Serenella Ottaviano, e dalle insegnanti Franca Mucciola, Teresa Del Signore e Valeria Valeri.

Il progetto nasce con l’intento di utilizzare la letteratura come strumento di discussione e confronto al fine di sensibilizzare i ragazzi su temi delicati come, appunto, la differenza di genere. 

“Educare al genere oggi vuol dire contraddire tutti i luoghi comuni, le convenzioni, le abitudini e l’educazione che vengono fuori da una storia patriarcale misogina – ha spiegato la Maraini – Tutto nasce dall’equivoco che l’amore sia possesso che è un sentimento arcaico, un’idea culturale vecchissima che amare vuol dire possedere e quando qualcuno identifica la propria virilità con il possesso, nel momento in cui il possesso viene meno, si può trasformare in una crisi e degenerare in violenza”.

I ragazzi hanno letto due libri della Maraini, L’Amore rubato e Buio che raccontano storie di misoginia e di violenza sulle donne e lavorato al video “Apri gli occhi”, proiettato durante l’incontro.

“Bisogna parlare ai ragazzi delle differenze – ha aggiunto la poetessa- però partendo dall’idea che sono differenze storiche, altrimenti si comincia con le biologiche e si finisce nel razzismo. Si deve capire che sono differenze storiche figlie della storia e per questo possono essere modificate. L’Italia fa ancora molta fatica in questo perché ha una storia legata all chiesa che nelle sue istituzioni è sempre stata molto misogina. Addirittura ha responsabilizzato le donne della cacciata dal paradiso contrariamente alla parole di Cristo che non ha mai detto nulla contro le donne. La misoginia è propria della struttura ufficiale e imperiale della chiesa e in qualche modo questo ha pesato sulle donne”. 

A moderare l’incontro dibattito la giornalista Tiziana Pasetti che ha poi lasciato la parola al dirigente scolastico, prima di aprire il dibattito con l’autrice. 

“Educare al genere è un progetto che va avanti da tempo, formalizzato nel 2013 che abbraccia in modo forte l’idea che solo dalla scuola si possano eliminare gli stereotipi legati al genere, educando alla differenza e superando ciò che la cultura maschilista sedimentata negli anni impone – ha detto la Ottaviano – Tutto questo può aiutare gli studenti e le studentesse ad appropriarsi di un sogno che quello della libertà”. 

“Da anni la scuola partecipa a diversi progetti interni ed esterni all’istituto – ha detto la docente di lettere Del Signore – Quest’anno abbiamo lavorato su alcuni testi di letteratura. Il primo incontro c’è stato con Michele di Mauro, autore di Kaleido. Il circo delle donne. I ragazzi hanno letto il suo libro e poi hanno avuto modo di incontrarlo. Oggi, invece incontrano la Maraini, dopo aver letto due sui libri che raccontano piccole storie di violenza e che sono una sorta di seguito di Kaleido. L’unica differenza è nello stile: quello della Maraini è molto asciutto, cronachistico, mentre quello di Di Mauro più favolistico”.