L’AQUILA – Si chiama Forza Italia ma assomiglia tanto ad Alleanza nazionale.

Questa è la prima impressione assistendo al primo evento abruzzese del nuovo partito, 150 convenuti o giù di lì alla sala conferenze “Tre Marie”.

Un evento che è anche il primo in Italia per “fortunata coincidenza”, come dice l’ospite d’onore Altero Matteoli, ex ministro dell’Ambiente e dei Trasporti, soprattutto ex Msi e An come d’altronde chi lo ospita, Gianfranco Giuliante.

Quest’ultimo boccia il Nuovo centrodestra, la formazione dello scissionista Angelino Alfano, “se la leggiamo allo specchio significa ‘Democrazia cristiana nuovamente’ e questo non ci piace” e allora si capisce che per i moderati, centristi o come li si voglia chiamare di spazio ce ne sarà sempre meno.

Quando nacque il Pdl i rapporti di forza tra Fi e An erano 70-30, chissà che ora non si siano invertiti. “Siamo una parte importante e senza i 149 dirigenti provenienti da Alleanza il risultato di Berlusconi non sarebbe stato così brillante”, sottolinea Matteoli che però dà un colpo anche alla botte aggiungendo di non voler fare divisioni un istante dopo aver marcato il confine.

Anche i simboli parlano di una Fi diversa dalla creatura del 1994: le bandiere sono tricolori e non con il logo con la scritta inclinata, all’inizio dell’evento parte l’inno di Mameli piuttosto che le canzoni inneggianti al Cav.

E poi ci sono i presenti a fornire un’altra prova. Passi per il consigliere regionale Riccardo Chiavaroli, di estrazione Radicale ma notoriamente tra i “falchi”, per il resto c’è una buona parte della destra (storica) aquilana.

Da Alfonso Magliocco, che era coordinatore L’Aquila-Sulmona del Pdl, ai fratelli Salvatore e Roberto Santangelo, blogger di Huffington Post il primo, coordinatore comunale pidiellino in pectore il secondo, finché l’ormai transfuga (sta con Alfano) Filippo Piccone non impose Guido Liris, questo invece oggi assente nonostante la foto di ieri al Consiglio nazionale con Raffaele Fitto, Nazario Pagano e Luigi Albore Mascia. Un dualismo che Giuliante non risolve, “ormai c’è un nuovo partito, la nuova classe dirigente si vedrà”.

E poi in ordine sparso Stefano Vittorini, ex presidente del Consiglio comunale e assessore con Biagio Tempesta (lui assente), l’ex assessore di An Nicola Iovenitti, i fratelli Maxmilian e Valerio Di Pasquale, già presidente del Centro turistico e direttore generale della società di trasporto pescarese Gtm il primo, il secondo segretario provinciale di quella Destra storaciana che viene frustata da Matteoli, “mi sembra un clan di reduci”.

Tra questi c’è anche Vito Colonna, che ha aderito alla Destra dopo una breve sbandata per i centristi dell’Mpa di Giorgio De Matteis, con cui è stato eletto vice presidente del Consiglio comunale.

Facce note che con i colori forzisti bisognerà abituarsi a guardare.

GIULIANTE: “LAVORARE ALLA RIELEZIONE DI CHIODI”

“È stata una giornata importante, in cui la chiarezza espressa dal Consiglio nazionale di ieri ha avuto modo di riflettersi anche sul nostro territorio. Sono molto soddisfatto della partecipazione corale che ha accompagnato questa iniziativa”.

Questo il commento di Giuliante in una nota.

“Da oggi – ha aggiunto – dobbiamo lavorare sui contenuti e sull’organizzazione in una prospettiva elettorale che dovrà comunque vedere il centrodestra impegnato per la rielezione del presidente Chiodi, come suggello del lavoro fin qui svolto”.

MATTEOLI

“PER ALFANO B E’ LEADER, ALLORA PERCHE’ SCISSIONE?”

“Dopo aver ascoltato ieri la conferenza stampa di Alfano, mi chiedo perché ci sia stata la scissione, visto che ha riconosciuto in maniera inequivocabile la leadership di Berlusconi”.

Così ha esordito Matteoli.

“La vivo bene perché ho visto che è stata una scissione di vertice e non di base – ha aggiunto – In queste ore abbiamo avuto telefonate da tutto il territorio, gli elettori sono rimasti con Berlusconi e con Forza Italia. Le scissioni, sia a sinistra che a destra, non hanno mai portato fortuna agli scissionisti”.

“GLI EX AN NUMEROSI, ADERIAMO CONVINTI A FI”

“Se non ci fossero stati i 149 dirigenti provenienti da Alleanza nazionale a firmare il documento di Berlusconi ieri il risultato non sarebbe stato così brillante come lo è stato”.

Così il parlamentare ha parlato dei rapporti all’interno del nuovo partito berlusconiano.

“Siamo dentro Forza Italia convintamente, siamo una forza numerosa con incarichi anche importanti, ma non vogliamo fare divisioni tra ex An ed ex Fi – ha aggiunto – Spero che questo accada anche tra i forzisti”.

“ANCHE FINI PORTO’ VIA 30 DEPUTATI…”

“Anche Fini quando se ne andò portò con sé 30 deputati, poi dopo risultato zero, dal punto di vista elettorale: nemmeno lui è stato capace di farsi eleggere”.

Lo ha ricordato l’ex ministro rispondendo a una domanda sull’uscita dal Pdl di Gianfranco Fini nel 2010 e la decisione di Alfano di non aderire alla nuova Forza Italia.

“Non auspico che finisca allo stesso modo perché le cose sono completamente diverse – ha aggiunto Matteoli – Fini uscì e le dichiarazioni che fece, a parte i primi giorni, furono il passaggio a un campo avverso, sostenne delle cose che non appartenevano alla destra”.

Nel caso più recente, invece, “c’è una scissione ma contemporaneamente un riconoscimento della leadership di Berlusconi, del fatto che lui abbia portato in Italia alcune riforme come il bipolarismo, la situazione è completamente diversa. Quindi non auguro debacle – ha concluso Matteoli – dico solo che gli elettori sono rimasti sicuramente con Forza Italia, poi vedremo come si comporteranno”.

“LETTA HA I NUMERI MA VOTEREMO CONTRO”

“Anche se noi votassimo contro, il governo ha ancora i numeri per poter andare avanti”.

Così Matteoli ha detto la sua sulla tenuta della maggioranza del governo di Enrico Letta. “Però il governo sta andando avanti già in difficoltà fino a ora perché la legge di stabilità contrasta con gli impegni presi con noi quando abbiamo dato vita a questo governo – ha aggiunto – O viene modificata in Parlamento o altrimenti non siamo in condizione di poterla votare”.

“DA MERKEL DANNI RILEVANTI ALL’EUROPA”

“I danni che sta facendo la Merkel all’Europa sono danni rilevanti, è arrivato il momento di denunciarlo”.

Questo l’attacco rispondendo a una domanda sull’euroscetticismo in vista delle prossime elezioni europee.

Matteoli ha spiegato che la nuova Fi avrà un atteggiamento “molto critico” verso le istituzioni comunitarie, “abbiamo sempre creduto nell’Europa e continuiamo, ma questa Europa non decolla da un punto di vista politico, decolla solo da un punto di vista finanziario”.

“Da ragazzino quando facevo il militante del partito della destra andavo a distribuire volantini a favore dell’Europa. Un’Europa delle patrie, dove il nazionalismo contava”, ha concluso.

“LA DESTRA? UN CLUB DI REDUCI”

“La Destra appare più un partito di reduci che un partito che possa avere prospettive, sembra più un club per ricordare ciò che siamo stati”.

Così Matteoli, infine, rispondendo sul partito di Francesco Storace e dei rapporti con la nuova Forza Italia.

“Alle ultime elezioni politiche ha preso lo 0,6% – ha ricordato Matteoli – Con la nascita di Fratelli d’Italia gran parte del consenso che aveva preso Storace, l’1,9%, è passato con Fdi”.

“Ho rispetto anche perché sono amici con cui abbiamo decenni insieme, ma mi pare che da un punto di vista politico incidano poco”, ha concluso.