L’AQUILA – Per la ricostruzione post-terremoto all’Aquila “collaborazione”, “sinergia” e “un impegno lungimirante”. “La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. È fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia, delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante perché stiamo lavorando per i figli, per i nipoti, per il futuro”. Serve l’impegno di “tutti, tutti insieme, sottolineare questo, tutti insieme”.

Queste le parole di Papa Francesco oggi a L’Aquila, dal palco di piazza Duomo, primo pontefice nella storia che aprirà e attraverserà la porta Santa della basilica di Collemaggio, nel momento più alto e solenne della Perdonanza celestiniana.  Prima di lui sono venuti a l’Aquila, Papa Giovanni Paolo II, nel 1980, e Papa Benedetto XVI, nel 2009, dopo il devastante terremoto.

“A tutti rinnovo il mio saluto e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e l’intera cittadinanza. Jemonnanzi!”, ha poi così salutato Papa Francesco   gli aquilani, in dialetto aquilano, tra l’ovazione dei fedeli.

E ancora, “Le parole non bastano a lenire il dolore: è quanto ha detto il Papa all’Aquila nel
saluto ai familiari delle vittime del terremoto. “Il dolore c’è le belle parole aiutano ma il dolore rimane. Con le parole non se ne va il dolore. Soltanto la vicinanza, l’amicizia, l’affetto, camminare insieme, aiutarci come fratelli e andare avanti. O siamo un popolo di Dio – ha sottolineato Papa Francesco – o non si risolve i problemi e i dolori come questo”.

Rivolto ancora ai familiari delle vittime ha detto: “Anzitutto vi ringrazio per la vostra testimonianza di fede: pur nel dolore e nello smarrimento, che appartengono alla nostra fede di pellegrini, avete fissato lo sguardo in Cristo, crocifisso e risorto, che con il suo amore ha riscattato dal non-senso il dolore e la morte. E Gesù vi ha rimessi tra le braccia del Padre, che non lascia cadere invano nemmeno una lacrima, nemmeno una, ma tutte le raccoglie nel suo cuore misericordioso.

Al termine del suo intervento il Papa prima di salire sulla sedia a rotelle è stato salutato con una calorosa stretta di mano dall’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari che invece si è alzato dalla sua sedia. Significativo il gesto dei due che hanno la stessa età. Poi il Papa è sceso dal grande palco e tra gli applausi si è diretto verso il duomo, ancora inagibile dal terremoto dell’aquila del 2009, dove sta effettuando un sopralluogo.

Per visitare in sicurezza il Duomo dell’Aquila, retto da ponteggi e non ancora agibile dopo il terremoto, Papa Francesco ha indossato un caschetto di sicurezza che gli è stato dato dai vigili del
fuoco. Il Pontefice sta effettuando tutti gli spostamenti sulla sedia a rotelle.

Procedendo quasi a passo d’uomo, la Papamobile ha raggiunto dalla piazza Duomo il viale di
Collemaggio per fare il suo ingresso nel piazzale tra due ali di folla. Da qui Papa Francesco  sta presiedendo alla Santa Messa che precederà il rito di apertura della Porta Santa in
occasione della 728/a Perdonanza Celestiniana.
Al termine della funzione ci sarà l’Angelus e dunque il rito di apertura della Porta, per la prima volta nella storia officiato da un Pontefice.
In città 12 mila persone, e di esse munite di biglietto gratuito distribuito dalle parrocchie, 4.700 sedute a  Collemaggio, 1.700  piazza Duomo. Un evento in mondovisione, con centinaia di testate giornalistiche in città

L’atterraggio per le condizioni meteo sulla città con una leggera nebbia hanno fatto spostare l’atterraggio previsto allo stadio in Piazza d’Armi.  A piazza Duomo il Papa è stato accolto dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo di L’Aquila, da Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo da  Cinzia Teresa Torraco, Prefetto di L’Aquila e da Pierluigi Biondi, Sindaco di L’Aquila.

“L’Aquila accoglie con gioia immensa il Papa, ci commuove la sua presenza, e abbiamo certezza che l’Aquila ha un posto speciale nel cuore del Papa”. E’ un passaggio del discorso del Cardinal Petrocchi. “Davanti a lei – ha proseguito – una delegazione di familiari delle vittime delle tragico terremoto, di detenuti, tante associazioni tra cui Agesci e Salus popolo aquilano. A nome della Chiesa aquilana le rivolgiamo un grazie, alto come le nostre montagne mi è sembrato poco, vorrei arrivasse al cielo. Grazie alla sua presenza speriamo che la Perdonanza sia fermento di riconciliazione per tutto il mondo”.

La liturgia è animata dal Coro Città dell’Aquila e dall’orchestra del conservatorio Casella, diretti dal maestro Leonardo De Amicis. Il Coro è composto da ben otto corali della città: coro della Diocesi, corale Gran Sasso, corale 99, Schola cantorum San Sisto, coro della Portella, corale L’Aquila e coro Cai, coro del conservatorio Casella

Al termine, intorno alle ore 12.30  il Santo Padre si congeda dalle autorità che Lo hanno accolto e ci sarà il trasferimento in auto allo Stadio Gran Sasso con decollo alle 12.45.

Durante la Visita pastorale di Papa Francesco  presenti  i alcuni ospiti delle Case di reclusione abruzzesi, unitamente ad altri che hanno già scontato la pena.

LA CRONACA DELLA GIORNATA MINUTO PER MINUTO

10.00 –  EMOZIONE FOLLA A SLOGAN “JEMO ‘NNANZI”

Emozione e applausi a piazza Duomo alle parole di Papa Francesco che ha concluso il suo discorso dicendo “Jemo ‘nnanzi”, ossia “andiamo avanti” così come si trovò a dire nel 2014 durante un’udienza a cui avevano preso parte 130 aquilani del gruppo di azione civica che porta lo stesso nome. Di qui, questa mattina, Cesare Ianni e i suoi attivisti di ‘Jemo Nnanzi hanno piazzato un lungo striscione con questo slogan nella parte alta della piazza, in attesa del passaggio della Papamobile.

“Quando, a 5 anni dal terremoto Papa Francesco pronunciò il nostro slogan ci trovammo comossi – ricorda Ianni – anche perché fu nell’ambito di un’udienza in cui parlò del nostro dialetto e della nostra città ferita”.

“Un pensiero speciale rivolgo al gruppo ‘Jemo ‘nnanzi’ che vuol dire ‘andiamo avanti – aveva detto il pontefice in quella occasione -. A 5 anni dal terremoto che ha devastato la vostra città mi unisco alla preghiera per le numerose vittime che affido alla Madonna. E a voi dico tenete viva la speranza. Fate in modo che alla ricostruzione delle abitazioni si unisca anche quella delle vostre chiese, luoghi di preghiera, e del patrimonio artistico della città al quale si aggancia la rinascita sociale del territorio”.

9.50 – SINDACO BIONDI, “GRATI E RICONOSCENTI A PAPA FRANCESCO”

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha accolto questa mattina Papa Francesco che presiederà le celebrazioni promosse in occasione della 728^ edizione della Perdonanza Celestiniana.

“La città dell’Aquila è grata e riconoscente al Santo Padre per l’enorme testimonianza di vicinanza e sostegno tributati alla comunità con la sua presenza in occasione della tradizione più antica e sentita dalla comunità. Un onore  e una grande emozione poter accoglierlo e assistere, per la prima volta, all’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio da parte di un pontefice. Un gesto che universalizza il messaggio di pace e riconciliazione tra i popoli ereditato da Papa Celestino V e la valenza della Perdonanza Celestiniana, dal 2019 iscritta quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco” ha dichiarato il sindaco Biondi.

PAPA FRANCESCO: “NELL’OPERA DI RICOSTRUZIONE CHIESE MERITANO ATTENZIONE PARTICOLARE”

“Nell’opera di ricostruzione, le chiese meritano un’attenzione particolare. Sono patrimonio della comunità, non solo in senso storico e culturale, anche in senso identitario. Quelle pietre sono impregnate della fede e dei valori del popolo; e i templi sono anche luoghi propulsivi della sua vita, della sua speranza”,

Lo ha detto Papa Francesco a L’Aquila, in un passaggio del suo intervento a piazza Duomo.

Al termine del suo intervento il Papa è sceso dal grande palco e tra gli applausi si è diretto verso il duomo, ancora inagibile dal terremoto dell’aquila del 2009, dove sta effettuando un sopralluogo.

Per visitare in sicurezza il Duomo dell’Aquila, retto da ponteggi e non ancora agibile dopo il terremoto, Papa Francesco ha indossato un caschetto di sicurezza che gli è stato dato dai vigili del fuoco. Il Pontefice sta effettuando tutti gli spostamenti sulla sedia a rotelle.

9.45 – IL SALUTO DI PAPA FRANCESCO  AI FAMILIARI DELLE VITTIME

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Sono contento di trovarmi tra voi, e ringrazio il Cardinale Arcivescovo per il saluto che mi ha rivolto a nome di tutti. Insieme con voi qui presenti abbraccio con affetto tutta la città e la diocesi dell’Aquila. In questo momento di incontro con voi, in particolare con i parenti delle vittime del terremoto, voglio esprimere la mia vicinanza alle loro famiglie e all’intera vostra comunità, che con grande dignità ha affrontato le conseguenze di quel tragico evento.

Anzitutto vi ringrazio per la vostra testimonianza di fede: pur nel dolore e nello smarrimento, che appartengono alla nostra fede di pellegrini, avete fissato lo sguardo in Cristo, crocifisso e risorto, che con il suo amore ha riscattato dal non-senso il dolore e la morte. E Gesù vi ha rimessi tra le braccia del Padre, che non lascia cadere invano nemmeno una lacrima, nemmeno una, ma tutte le raccoglie nel suo cuore misericordioso.

In quel cuore sono scritti i nomi dei vostri cari. che sono passati dal tempo all’eternità. La comunione con loro è più Viva che mai. La morte non può spezzare l’amore, ce lo ricordo la liturgia dei defunti: “Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata” (Prefazio I). Mi congratulo con voi per la cura con cui avete realizzato la Cappella della Memoria. La memoria è la forza di un popolo, e quando questa memoria è illuminata dalla fede, quel popolo non rimane prigioniero del passato, ma cammina nel presente rivolto al futuro, sempre rimanendo attaccato alle radici e facendo tesoro delle esperienze passate, buone e cattive. Voi, gente aquilana, avete dimostrato un carattere resiliente.

Radicato nella vostra tradizione cristiana e civica, ha consentito di reggere l’urto del sisma e di avviare subito il lavoro coraggioso e paziente di ricostruzione. C’era tutto da ricostruire: le case, le scuole, le chiese.

Ma, voi lo sapete bene, questo si fa insieme alla ricostruzione spirituale, culturale e sociale della comunità civica e di quella ecclesiale. La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. E fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia. delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante.

9.30 -PAPA FRANCESCO, “VI BENEDICO, JEMONNANZI!”

“A tutti rinnovo il mio saluto e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e l’intera cittadinanza. Jemonnanzi!”: così Papa Francesco ha salutato gli aquilani, in dialetto aquilano, tra l’ovazione dei fedeli..

E ancora, “Le parole non bastano a lenire il dolore: è quanto ha detto il Papa all’Aquila nel
saluto ai familiari delle vittime del terremoto. “Il dolore c’è le belle parole aiutano ma il dolore rimane. Con le parole non se ne va il dolore. Soltanto la vicinanza, l’amicizia, l’affetto, camminare insieme, aiutarci come fratelli e andare avanti. O siamo un popolo di Dio – ha sottolineato Papa Francesco – o non si risolve i problemi e i dolori come questo”.

9.25 – PAPA FRANCESCO, “PER RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA IMPEGNO LUNGIMIRANTE E COLLABORAZIONE”

Il Papa chiede per la ricostruzione post-terremoto all’Aquila “collaborazione”, “sinergia” e “un impegno lungimirante”.

“La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. È fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia, delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante perché stiamo lavorando per i figli, per i nipoti, per il futuro”. Serve l’impegno di “tutti, tutti insieme, sottolineare questo, tutti insieme”.

9.10 – PETROCCHI, “L’AQUILA LA ACCOGLIE CON GIOIA IMMENSA”

“L’Aquila accoglie con gioia immensa il Papa, ci commuove la sua presenza, e abbiamo certezza che l’Aquila ha un posto speciale nel cuore del Papa”. E’ un passaggio del discorso del Cardinal Petrocchi che ha accolto Francesco sul palco di Piazza Duomo. “Davanti a lei – ha proseguito – una delegazione di familiari delle vittime delle tragico terremoto, di detenuti, tante associazioni tra cui Agesci e Salus popolo aquilano. A nome della Chiesa aquilana le rivolgiamo un grazie, alto come le nostre montagne mi è sembrato poco, vorrei arrivasse al cielo. Grazie alla sua presenza speriamo che la Perdonanza sia fermento di riconciliazione per tutto il mondo”.

9.00 – PAPA FRANCESCO ARRIVA PIAZZA DUOMO GREMITA

Francesco è arrivato in Piazza Duomo a bordo di una Fiat 500 L bianca, seduto vicino al conducente con il finestrino aperto ha salutato con la mano i fedeli in festa: piazza gremita e tante bandierine del Vaticano. Di fronte al Duomo ancora inagibile è stato accolto da cardinale
Petrocchi e dal presidente della Regione Marsilio.

8.45 – MARSILIO, “EVENTO CICLOPICO”

“È un evento ciclopico, una giornata storica per il mondo. L’Aquila e l’Abruzzo si sono
svegliati presto per questo avvenimento straordinario”. Così un raggiante presidente della Regione, Marco Marsilio, pronto ad accogliere il papa in piazza duomo. in una città che già vede per strada molte famiglie con bambini, ma con abiti più pesanti visto il fresco mattutino.

8.30 – ATTERRAGGIO A PIAZZA D’ARMI PER LA NEBBIA

Papa Francesco è arrivato all’Aquila. C’è stato un cambio di programma per Il volo del
Santo Padre: le condizioni meteo sulla città con una leggera nebbia hanno fatto spostare l’atterraggio previsto allo stadio Gran Sasso in Piazza d’Armi