L’AQUILA – Il giorno dopo la violenta rissa verbale, consumatosi a suon di insulti e improperi continuano gli strascichi polemici tra il consigliere comunale di ‘Sinistra per L’Aquila’, Giuseppe Bernardi, e il sindaco, Massimo Cialente.

Il primo, a mente fredda, pur sottolineando di non avere alcuna intenzione “di chiedere scusa” prova a stemperare i toni dello scontro, mantenendo però ferme le critiche sull’operato politico del primo cittadino e della sua maggioranza. E senza mezzi termini ne chiede le dimissioni. Il sindaco, dal canto suo, ha affermato come “non ci sia nulla da stemperare”.

BERNARDI: “NON CHIEDO SCUSA, CIALENTE SI DIMETTA”

“Nessuno, compreso il sindaco Cialente, ha il coraggio di assumersi le sue responsabilità e approvare un regolamento per il pagamento di fitti e canoni per gli alloggi del progetto C.a.s.e. e i Map – afferma Bernardi – È evidente la paura di mettersi contro una parte dell’elettorato, quando in realtà i cittadini da mesi aspettano un provvedimento sensato e utile. Ma per ora c’è solo una bozza, che vale fino a un certo punto, e sono convinto che nemmeno nel 2011 il regolamento, atteso da settembre, non ci sarà”.

Per Bernardi, uscito dalla maggioranza, l’esperienza politica di Cialente “è giunta al capolinea. Per questo in Consiglio comunale ne ho chiesto, e qui lo ribadisco, le dimissioni. Se la città è nella situazione attuale è anche colpa sua, non può sempre pensare che le responsabilità siano di altri, ossia della Protezione civile, del Governo o della struttura commissariale”.

“Cialente – prosegue Bernardi – ha destrutturato questo Consiglio comunale. Oggi è alleato dell’Udc (Giampaolo Arduini, ndr), è sostenuto da Pd, Psi, Api e presidenti di Commissioni del Pdl (Franco Mucciante, ndr) mentre l’Idv è su posizioni molto critiche; le forze di sinistra non ci sono più, non ci sono più i partiti che l’hanno portato a vincere le elezioni. Il tutto per la smania del primo cittadino di ‘voler fare la prima donna’”.

E se dovesse giungere in aula la mozione di sfiducia annunciata, ma mai formalizzata fino a questo, dal centrodestra Bernardi la voterà.

“Ho i miei dubbi che quel documento arriverà in Consiglio. Aspetto di vederlo”.

Nonostante l’annuncio in pompa magna, infatti, della mozione di sfiducia non v’è traccia. Lecito pensare che fosse più che altro uno stratagemma per ‘stanare’ quelle che il capogruppo della Destra, Luigi D’Eramo, definì “ambiguità” da parte di esponenti del centrodestra nei confronti della maggioranza. Ma la carenza nei mumeri per supportare un documento tanto ‘pesante’ dal punto di vista politico sembra essere un ostacolo quasi insormontabile.

CIALENTE: “STEMPERARE? NON CÈ NULLA DA STEMPERARE”

 L’AQUILA. “Stemperare i toni? Non c’è niente da stemperare”.  Il sindaco, Massimo Cialente, non sembra pentito della rissa scoppiata in consiglio comunale ieri sera con Giuseppe Bernardi  (Sinistra per L’Aquila).

Motivo del furibondo diverbio la mancata adozione di un regolamento per la gestione del progetto C.a.s.e. e Map (moduli abitativi provvisori) da parte del Comune.

 “Confermo quello che ho già detto – ha spiegato il sindaco- Aspetto che mi chiami il Governo prima di decidere il da farsi sul regolamento. La questione è molto più delicata di quello che sembra”.

 Per quanto riguarda i termini della discussione, Cialente tiene a precisare:  “Alcune testate hanno riportato a mio nome parole che non ho mai pronunciato, come “T’abbotto”. Si tratta di espressioni lesive della mia professionalità che non voglio che nessuno mi attribuisca”.

E’ per questo che il sindaco intende intraprendere azioni legali nei confronti di chi avrebbe riportato versioni  “gonfiate” della discussione.
“Io non ho minacciato nessuno in quei termini” ha continuato il sindaco ribadendo, comunque, che non ritiene opportuna la soluzione proposta dal consigliere Bernardi sulla questione del regolamento per la gestione del complesso abitativo sorto a seguito del terremoto.

“Mi è stato proposto di far pagare 5 euro a metro quadro per gli affittuari – conclude – si tratta, a mio avviso, di una cifra esagerata. Stiamo lavorando a soluzioni migliori”.

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