L’AQUILA – Continua l’odissea per le pazienti di Ginecologia dell’ospedale dell’Aquila.

Troppi ricoveri rispetto ai posti letto disponibili, gestanti “appoggiate” lungo i corridoi, donne operate vicino alle neo-mamme: è questo lo scenario che si presenta lungo le corsie del reparto del San Salvatore. 

Nonostante le buone intenzioni dei vertici della Asl, le ripetute proteste del personale medico e infermieristico e le segnalazioni delle gestanti, la situazione non cambia.

Già nell’ottobre scorso ci fu il caso di 28 richieste di ricovero a fronte dei 20 posti letto assegnati al reparto, con alcune donne costrette a tornare a casa nonostante la data di ingresso in ospedale fosse stata già fissata.

Una vicenda che, in seguito, si è ripetuta altre volte: pazienti costrette ad attendere sulle brandine lungo le corsie l’agognato “turn over” e poter accedere alle stanze del reparto.

Per non parlare di quello che si è verificato qualche giorno fa: tre parti, di cui due cesarei, eseguiti con la disponibilità di un’unica ostetrica, tra l’altro non di turno.

Alle lamentele del personale la direttrice del dipartimento Materno-infantile, Sandra Di Fabio, ha risposto dicendo che si trattava soltanto di “cattiva organizzazione”.

Problemi che si sommano a quelli già più volte sottolineati in precedenza: il taglio ai posti letto, scesi da 26 a 20, la carenza del personale e la mancata riattivazione della Terapia intensiva neonatale (Tin), circostanza, quest’ultima, che non consente i parti prematuri per le donne incinta tra le 23 e le 32 settimane, che devono essere trasferite altrove.

Intanto sembra che al San Salvatore stia per prendere servizio Antonello Oliva, ginecologo con un passato nella politica cittadina (è stato anche vice sindaco del capoluogo durante il primo mandato di Biagio Tempesta), emigrato professionalmente dall’Aquila dopo la chiusura della Sanatrix.

In seguito Oliva ha prestato servizio in alcuni nosocomi abruzzesi e non, fino alla vittoria dell’avviso pubblico bandito dall’ospedale di Sulmona (L’Aquila). Con il ritorno all’Aquila si chiuderebbe, quindi, il cerchio.

L’arrivo di Oliva, comunque, non risolverà i problemi di organico del San Salvatore, visto che dovrebbe andare a sostituire un medico che andrà in pensione. (pi.bi.)